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Rossoblù Potenza, sarà la volta buona?

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Dopo la toccata e fuga di Giovanni Ferrara, uscito di scena ancor prima di ripartire, qualcosa in casa Rossoblù Potenza sembra muoversi. Quantomeno la società, rappresentata ufficiosamente da Antonello Grignetti si è seduta ad un tavolo – nel pomeriggio del 26 luglio – insieme al sindaco del capoluogo, Vito Santarsiero.


Far vivere il Potenza. Nella sala dell’Arco del Palazzo di Città l’intento comune, in buona sostanza, è quello di non far “morire” il calcio a Potenza. Tutto ciò che è accaduto meno di un mese fa, con la presentazione dello staff societario, in cui figurava (in qualità di direttore generale) il “guru” Italo Ghergurov, è ormai da azzerare. Si tratta di una seconda ripartenza, dopo la vergognosa più che ambigua defaillance della prima. Il Rossoblù Potenza verrà iscritto al prossimo campionato di Eccellenza lucana. Sicuramente non a nome dello stesso Grignetti in virtù dell’ennesima tegola caduta sulla società: l’inibizione risalente alla scorsa stagione, comminatagli in qualità di presidente del Tolve a 3 mesi.


Rinascita. Il contributo di Grignetti è tutto centrato sulla “rinascita” del calcio a Potenza, nonostante la tifoseria si sia stufata delle prese per i fondelli che hanno caratterizzato le ultime stagioni di non-storia del leone rampante. Forse le peggiori in 94 anni. “Se abbandonassi la barca – ha affermato Grignetti – qui finirebbe veramente tutto.” E la barca in effetti ha rischiato di diventare un vecchio Titanic. Una speranza però, in fondo all’oceano, esiste. Grignetti con un gruppo di amici ha deciso di iscrivere la squadra.


Il partenariato economico c’è, ma fino al 2 agosto prossimo, bocche cucite. Sarà infatti, quella che verrà, una settimana di fibrillazione. Contatti, accordi, che hanno bisogno tuttavia di essere imbastiti con tranquillità per non destabilizzare l’ambiente o creare false illusioni e soprattutto strumentalizzazioni sterili. Perché a Potenza a volte, erroneamente, si presta più attenzione alle voci di corridoio che al nero su bianco. “Navighiamo sott’acqua – ha dichiarato l’avvocato Saponara, presente all’incontro come persona ‘interessata’ al progetto – e non dobbiamo correre il rischio di sparare sul pianista.” In parole povere non è il caso, secondo l’avvocato, di infierire su un moribondo che sta cercando di rialzarsi.


“Sfatiamo la maledizione che incombe sul Potenza”. Capitolo istituzioni. La gestione “Viviani” naturalmente, stando alle parole del sindaco Santarsiero, “andrà al Rossoblù Potenza che ha avuto il merito in una situazione drammatica di tenere viva la fiammella.” In buona sostanza il primo cittadino ha dato il placet al progetto dichiarando che “con l’iscrizione abbiamo messo un paletto.” Da un punto fermo dunque si deve ripartire. “Più che altro per sfatare – ha continuato Santarsiero – la ‘maledizione’ del calcio che incombe su Potenza.” Mettendo a disposizione lo stadio il sindaco si è fatto “garante” di intercettare chi vuol fare un sforzo per rilanciare il calcio potentino, “chiamando – ha concluso – la città a raccolta”. La città, quella fatta dallo zoccolo duro della tifoseria, potrebbe anche rispondere all’appello poiché l’appetito vien mangiando in modo che quella famosa fiammella divamperebbe in un incendio. L’inghippo sta nel chiamare a raccolta quella restante parte che ha intenzione di investire e di mettere “mano alla tela”. Senza giri di parole, Grignetti parla di “un contributo alla rinascita fatto di passione”. Ma oltre a quest’ultima è fondamentale un atteggiamento organizzativo ed economico pragmatico. Senza quello non si cantano messe.


Il futuro. La posizione di Italo Ghergurov poi è stranamente in “bilico”. Non si sa ancora da che parte sta o se anche lui sia sceso dalla nave. Fatto sta che a livello prettamente sportivo la squadra (dicono “sia pronta, per vincere”) resta nelle mani di mister Pinuccio Camelia e in quelle degli indiscussi Angelo Mastroberti e Rosario Romano. C’è da rilevare infine, in merito alle squalifiche, quelle inflitte ai giocatori Livio Scuotto (4 mesi) e Pierpaolo Di Senso (3 mesi) i quali rientrano nel progetto potentino. Nell’immediato futuro potrebbero esserci delle sorprese, targate “famiglia Saponara”. Bisogna attendere una settimana, il tempo per definire anche il ritiro. E ripartire. (Francesco Caputo)

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