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Rossoblù unica realtà a Potenza

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Con il Città di Potenza ormai in liquidazione e a meno di clamorosi sviluppi nei prossimi giorni sarà il Rossoblù Potenza la massima espressione calcistica del capoluogo. Dopo le tante delusioni patite negli ultimi anni per le ben note vicende giudiziarie da un lato e l’avvicendarsi di numerose squadre cittadine ed un immane dispendio di energie, dall’altro, l’unica certezza è che dalla prossima stagione si ripartirà dall’Eccellenza. Per vincerla. Nessun tentativo di ripescaggio in serie D, niente voli pindarici, il massimo campionato regionale sarà la vetrina nella quale ricomporre i cocci e da cui ripartire. Nel pomeriggio di oggi 5 luglio, nel corso di un incontro aperto a giornalisti e tifosi presso la sala stampa dello stadio “Viviani”, si è abbozzato il primo avvicinamento societario con la città. In buona sostanza l’ossatura societaria è stata fatta, successivamente si passerà ad un secondo step costituito da collaborazioni future, sponsor e partenariati; un valore aggiunto in divenire.


Assetto societario. L’organigramma societario sarà costituito oltre al patron Giovanni Ferrara, dal direttore sportivo Angelo Mastroberti, dal vicepresidente Antonello Grignetti (ex presidente del Tolve e già medico del Potenza negli anni ‘80 nello staff dell’Edilsport della gestione del compianto Pietrafesa) e da un una new entry, il direttore generale, l’ingegnere Italo Ghergurov. Quest’ultimo, lo scorso anno nello staff dirigenziale a Picerno, è un imprenditore ed intermediario finanziario sempre in giro per il mondo , impegnato in una  serie di attività che spaziano dal settore della moda e dell’abbigliamento – con interessi in Cina – fino agli idrocarburi. E’ responsabile di una società, la “Cina Tecnosinergie S.a.s” con sede ad Aversa nel casertano che offre servizi forniti da revisori contabili, periti, consulenti ed altri soggetti che svolgono attività in materia di amministrazione, contabilità e tributi. Insomma dovrebbe essere una pedina importante all’interno dello scacchiere societario del Rossoblù Potenza capace di imbastire contatti con altri soggetti che vogliano aprirsi al progetto societario.


Squadra. Di staff tecnico a parte mister Giuseppe Camelia se ne parlerà prossimamente. Il 6 agosto dovrebbe iniziare la parte sportiva dell’avventura rossoblù, il ritiro non è stato ancora deciso e in casa Potenza tranne alcune eccezioni, i nomi dei giocatori si possono solo immaginare. Bacio Terracino, Pierpaolo Di Senso, Arpaia, il difensore Pasquale Trapani, questi i nomi. Lolaico pensa a qualche squadra di C. Di certo c’è il solo Scuotto, ex bomber del Picerno a cui sarà affidata la fascia di capitano. “Per la squadra c’è tempo – ha ammesso lapidario Camelia – ora concentriamoci sulla società.”


Città e istituzioni. Inutile sottolineare che il presidente Ferrara si aspetta “un’apertura ed un’adesione totale della città”: in primis da parte di Comune ed istituzioni per le attività logistiche ed in secondo luogo con i tifosi soprattutto da un punto di vista di “sostegno morale poiché la squadra appartiene alla città.” E a tal proposito ha invitato tutti gli addetti ai lavori “a far parte del progetto, in quanto – ha sostenuto Ferrara – col calcio non facciamo business e da noi non ci sono i ‘delinquenti’ di turno.” Dispensa fiducia Ferrara per quanto riguarda l’assetto societario, senza voler “illudere nessuno” ma ne chiede tanta perché a “Potenza in questi anni ha trovato una città completamente abbandonata”. Ha sposato questo progetto per amore di una città di cui non è neanche nativo perché “le vuole bene e si augura che escano altri soggetti che possano mettersi a diposizione del basket, del volley ed altri sport che stanno morendo a Potenza.” Ed infine ha dichiarato: “se dovesse uscire allo scoperto un nuovo Giovanna Ferrara non esiterei a mettere a disposizione il mio titolo per il bene della città.”


Collaborazioni future. Non è escluso che possano avviarsi rapporti in futuro con altri soggetti perché il progetto non è finalizzato solo alla stagione agonistica che inizierà a breve. Appunto progetti, programmazione, quello che vuole sentire la gente “delusa di Potenza”. I tifosi, pochissimi ad onor del vero nella calura della sala stampa, mostrano un certo scetticismo. Attendono nomi, cifre, giocatori e budget. “Capisco i tifosi – ha ammesso Grignetti – oggi c’è un rigetto del calcio a Potenza ma questa volta rispetto al recente passato c’è serietà ed un progetto serio, valido.” Non è difficile capire che il problema è sempre quello di dover mettere “mano alla tela”. Da quello che si è intuito il profilo che mantiene la società, nonostante la volontà di puntare subito alla vittoria del campionato, è basso. Non ci si sbottona poi tanto per non illudere nessuno. Al contempo “il discorso mediocre – ha incalzato Ghergurov – a noi non interessa, puntiamo nel presente ad un programma vincente nel futuro.” Lo attende soprattutto dalle istituzioni che a Potenza in questi anni hanno latitato.


Stadio. Sulla vicenda gestione stadio martedì 9 luglio dovrebbe sbloccarsi la vicenda legata all’affidamento, però c’è da sciogliere il nodo sulla manutenzione strettamente correlato a concessioni, parametri e controlli burocratici. La concessione può avvenire anche con una determina comunale ma ci sono costi “determinati” nella stessa determina.


 Questione economica. “Il budget ai tifosi non deve interessare – ha chiosato il Ghergurov, è un problema nostro e dipende dai parametri della squadra che verrà presentata.” Ed presidente Ferrara ha assicurato “che non ci saranno problemi di copertura economica nell’ottemperare le procedure burocratiche fideiussorie.” Potenza riparte dunque dall’Eccellenza “con l’umiltà con la quale sono ripartite – ha concluso Mastroberti – altre piazze più importanti dai bassifondi calcistici.” La società spera di avvicinare la città affinché “non passi la volontà di fare calcio a Potenza”, i tifosi, di speranza, invece, non ne vogliono sentir parlare. Ognuno ha le sue ragioni e a quanto sta per aprirsi un nuovo capitolo sul calcio del capoluogo. L’importante è non richiudere il libro.


Francesco Caputo

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