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Folino non nasconde i vizi del potere

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Per Folino provo una affettuosa simpatia che, ovviamente, non deriva da particolari frequentazioni, nè da relazioni politiche di alcun tipo. Vado in brodo di giuggiole nel sentirlo litigare col congiuntivo senza che un tanto lo metta a disagio, e a ogni curiosa espressione verbale che prova a rendere in italiano, riuscendoci solo in parte, mi esalto come a un gol di Totti. Fra la sua intelligenza e la sua comunicazione esiste una complicità che si affida esclusivamente alla sua semplicità e alla sua arguzia. Ma Folino appare semplice, non lo è affatto: è un abile politico dei nostri tempi, capace di stare al tavolo del PD come un abile pokerista, capace di affondi sfrontati, potendosi permettere, lui e solo lui, anche di sbattere in faccia grandi verità in genere solo ufficiose. Ed è così che a un Pittella in vena di resa dei conti, che lo accusava di aver gestito potere per trent’anni, risponde che dalla gestione di quel potere ne hanno tratto vantaggi anche il governatore stesso e la sua famiglia. Grande Folino, non nasconde i vizi del potere e la sua -passata- potenza, ma sbatte in faccia agli antagonisti l’accusa di correità ovvero di beneficiati di quel potere. Fin qui il giudizio sull’uomo politico. Poi, però, segue il giudizio generale politico di un lucano qualsiasi, che più o meno suona così: ma in quali mani siamo stati per tanti anni? Quanti vantaggi ha distribuito il PD negli ultimi decenni? E in favore di chi? E quanto è lecita o opportuna una gestione del potere che fa figli e figliastri, che porta qualcuno in paradiso, e di conseguenza, altri all’inferno? Che colpa abbiamo noi lucani per essere costretti al ruolo di sudditi col cappello in mano? E, infine, che becere prospettive politiche ha un PD di questa fatta? O, piuttosto, non siamo arrivati a un capolinea nel quale i protagonisti di ieri e di oggi senza vergogna, ma con spavalderia, ci ufficializzano quanto vergognosamente hanno governato finora? Io non so se nelle parole di Folino c’è materia extra politica con le conseguenti responsabilità, ma di sicuro pongono seri problemi di responsabilità politica, tanto grandi da imporre un generale e finalmente onesto gesto riparatore che preveda il ritiro in massa di questi personaggi dalla scena politica, una volta per tutte. Ma vaneggio io, evidentemente. Questi personaggi ormai possono confessare le loro colpe pubblicamente e trarne pure vantaggio o fama o ancora altro potere. Che declino.

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