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L’incompiuta, ovvero l’ottava sinfonia di Franz Vito

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A fare ombra all’ottava sinfonia di Schubert ci ha pensato Franz Vito Santarsiert, con la sua monumentale “sinfonia di un capoluogo capitale del mezzogiorno”, opera per archi, porte e contrade. In molti si chiedono perché il buon Franz Vito non abbia inteso ultimare l’opera; pare, però, che abbia preferito lasciarla a metà per una sorta di idiosincrasia per il “finito”, avendo, il nostro, prospettive talmente ampie e una visuale così privilegiata, che qualunque cosa fosse limitata, come lo è immancabilmente un’opera conclusa, lo avrebbe intristito e fatto sentire un comunissimo mortale. Vuoi mettere con l’eterna apertura dell’opera d’arte incompiuta, suscettibile di un eterno e diuturno progredire? E così il buon Vito Franz, dal sangue mezzo ariano, ci ha lasciato una città solo da completare, così come il gusto, la volontà e la fantasia di chi lo ha seguito può indicare. Talchè l’ottimo già sindaco, presidente e quant’altro, ha sì cominciato a realizzare lo snodo di Gallitello, ma non lo ha concluso; così come la realizzazione dei parcheggi di via Bonaventura é stato bello farla iniziare, ma sarebbe stato triste veder concludere. Oppure, pensiamo alla nave del Serpentone, mai completamente realizzata, o la scuola Torraca. La palestra del Coni, ostello per fantasmi e la Torre Guevara, spaventapasseri di un parcheggio per pochi insegnanti. E che dire della cittadella di Bucaletto, smantellata solo in minima parte, e le barriere architettoniche, non eliminate o create dal nulla a testimoniare che il potentino rifugge i problemi fisici con una salute da prova di rupe Tarpea. Oppure ancora ai fabbricati del centro storico il cui orologio è fermo alle 19:23 del 23/11/80. Schubert si gira e rigira nella tomba, geloso di cotanta fervida immaginazione artistica. Il potentino plaude e confida nella continuità artistica oltre che in quella amministrativa. Parliamoci chiaro: noi potentini, fino a ora, siamo stati fortunati, vivere in una città cultura infinitamente e sempre da completare, icona massima dell’eternità, modellabile negli anni, la cui tradizione é il divenire, seppur con calma e per piacere, non ha prezzo. Grazie Franz Vito, incommensurabilmente grato.

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