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La Total gioca ai bussolotti, ma con noi sbaglia

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E-mail giunta alla nostra redazione il 30 dicembre 2014 alle ore 14,56 da parte dell’addetto stampa della Total Italia.

“Ti segnalo che rispetto alla rilevazione precedente si conferma un trend di crescitache ha portato a quota 784 unità lavorative indirette (rispetto alle precedenti 593 ) e ad una quota di 165 per le dirette (invariata rispetto alle precedenti 165), per un totale a dicembre di 949(rispetto alle precedenti 758 unità). La percentuale dei lucani occupati è del 70% per i diretti e del 64% per gli indiretti, percentuale che arriva al 79%di lucani se si considerano le attività relative alla site preparation (tutti i lavori civili ed edili). Ti comunico che questi dati sono elaborati sulla base delle periodiche comunicazioni ufficiali inviate alla Prefettura di Potenza sulla base dei tre Protocolli di Legalità sottoscritti da Total E&P Italia, dal Prefetto di Potenza, dalle ATI appaltatrici di Tempa Rossa e dalle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori. I protocolli sono stati firmati il giorno 22 luglio 2013, alle ore 16:00, presso la “Sala Italia” della Prefettura di Potenza.”

La risposta

Ti segnalo che a fronte di 949 addetti il danno da voi provocato ammonta a circa 5mila morti per cancro nei prossimi 15 anni, compresa una quota degli addetti. Aggiungiamo la scomparsa certa di ogni attività agricola e zootecnica. Ti segnalo che ogni vostro addetto costa circa 5 milioni di euro. Un occupato in tutti gli altri settori, tranne quelli ad alta intensità di capitale, costa circa 50mila euro. Ti segnalo che il danno all’agricoltura, al turismo e ai beni ambientali ammonta a circa 25 milioni di euro l’anno. Ti comunico che questi dati sono elaborati sulla base delle periodiche comunicazioni inviate a tutto il mondo da cittadini incazzati. Non sono dati certi, sicuramente sono dati più sostanziali e meno formali dei vostri.  Anzi, i vostri dati sono davvero deprimenti. Inutili. Che ci frega di 949 addetti al prezzo della vita intera di un territorio? Pensate davvero che siamo tutti fessi? Smettetela. Le vostre informazioni non le vogliamo neanche valutare. Inviatele ai giornali che vi fanno la pubblicità e che da voi prendono bei soldini. Noi preferiamo pane, acqua e dignità. 

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