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“Dopo 17 anni non posso tornare a casa”: 91enne annuncia lo sciopero della fame

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Serafina Ferraro, classe 1924, abita a Trecchina, in provincia di Potenza. Fino al 1998 viveva nella sua casa resa poi inagibile dal terremoto del 9 settembre di quell’anno. Da allora zia Fifina, come la chiamano tutti in paese, non ha più messo piede nella sua abitazione. E oggi annuncia uno sciopero della fame, consapevole dei rischi a cui va incontro. “Vado incontro alla morte a testa alta” scrive sulla sua pagina facebook. 

 

Qualche giorno fa finalmente la buona notizia- annunciata dalla stessa zia Fifina sui social: sarebbe rientrata nella sua abitazione, attesa terminata. Oggi però l’ennesima delusione per l’anziana signora che ha ricevuto una lettera dall’impresa edile che ha realizzato i lavori e che, pur confermando la conclusione dei lavori fa sapere che prende in carico le abitazioni fino a quanto non verrà fatta la liquidazione finale dal Comune. Serafina per 17 anni ha vissuto fuori dalla sua casa perché a causa di “incomprensioni sulla contabilità di cantiere fra Direzione dei Lavori e ditta appaltatrice i lavori sono stati sospesi per anni”. Oggi un nuovo capitolo. “Il Comune- osserva giustamente zia Fifina-potrebbe impiegarci dei mesi per fare la liquidazione perché ci sono da fare tutta una serie di pratiche a garanzia. in nessun altro cantiere è avvenuto ciò. Noi, dopo uno stop durato anni siamo riusciti a respingere tutte le richieste della impresa con una azione legale condotta dal tribunale di Lagonegro che ha imposto all’azienda di completare i lavori entro il prossimo 11 luglio senza nulla pretendere perché nulla era dovuto. I lavori sono ultimati ma non possiamo tornare a casa nostra. Io non ci sto! Io non ci sto più ai ricatti! Ho 91 anni e non voglio più essere presa in giro da nessuno! Fra qualche giorno mi accampo dinanzi alla mia abitazione e aspetto che qualcuno mi porti le chiavi di casa. Sono stanca di stare fuori dalla mia casa. Sono 17 anni che pago un fitto di casa per una abitazione che doveva essere una sistemazione provvisoria ed invece ci ho trascorso un quarto della mia vita”. Serafina non vuol sentire ragioni e lancia un appello al Procuratore della Repubblica di Lagonegro e al sindaco di Trecchina: “Da stamani ho comnciato ad invocare la morte- dice- Perché a 91 anni devo ancora subire tutto ciò? E poi ribadisce: fra qualche giorno sarò dinanzi alla mia casa e se Dio mi darà la forza inizierò uno sciopero della fame. Lo so, vista la mia età e le mie condizioni di salute riscio la morte in 24 ore ma vado incontro alla fine a testa alta. Sono stanca di subire angherie … Sono stanca. 

 

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