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“Ho dato dei soldi per evitare che la mia casa andasse all’asta”

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Alfonso Notarnicola e Filomena Altamura, marito e moglie da una vita. Sulla soglia degli 80 anni lui, quasi 75enne lei. Vivono (si fa per dire) a Palagiano in provincia di Taranto. Nel corso della loro vita di duro lavoro e di sacrifici non avrebbero mai immaginato di finire, un giorno, per essere trattati dallo Stato come stracci da cucina

Accanto al dolore per aver perso ogni proprietà, compresa la casa dove abitavano, si è aggiunta una delusione, profonda, di quelle che fanno male. La delusione di una Giustizia ingiusta, che trasforma il cittadino in carta da sgabuzzino e lo tratta come carne da macello. Come da copione, Alfonso e Filomena, finiscono nel tritacarne delle procedure fallimentari del tribunale di Taranto, per non aver pagato alcune rate di mutuo. Come da copione, le loro proprietà, tutte, vanno all’asta. L’ultima, che riguarda un immobile del valore di mercato di poco meno di circa 1 milione e 300mila euro, è aggiudicata al prezzo vile di 275 mila euro. Niente di che, ormai è sempre così, gli articoli del codice per cui non si possono svendere gli immobili oltre determinati limiti di valore, a Taranto, ognuno li interpreta a soggetto. I coniugi Notarnicola sono stati espropriati di tutti i loro beni per pagare debiti, che forse nemmeno sono reali, nella misura indicata dalle banche, con interessi verosimilmente usurai, senza tenere in minimo conto il valore dei beni e quello del debito. Infatti, con quella vendita, il debito non è estinto. Niente di che. E’ la prassi. Quei beni sarebbero stati venduti ai soliti personaggi che lucrano sulle disgrazie altrui. Una specie di club degli affari sulle aste, in cui si affacciano persone per bene e personaggi di dubbio calibro morale. Una vicenda emblematica la racconta lo stesso Alfonso in un suo esposto alla Procura della Repubblica tarantina: …”anche noi abbiamo da dire qualcosa in merito alle cosiddette turbative d’asta! Infatti, in un recente passato… io, Notarnicola Alfonso, ho reso informazioni presso la caserma dei carabinieri di Massafra per evidenziare che il citato signor “OMISSIS” (che è stato arrestato per ben due volte nell’anno 2016) aveva richiesto anche a me del denaro per evitare che la mia proprietà fosse venduta (e inizialmente, anche in riferimento alle prime vendite, avendo paura di perdere la proprietà, all’insaputa di tutti, gliene ho anche dato denaro, in diverse tranche, se mal non ricordo circa una ventina di mila euro; poi quando ho capito che comunque non mi poteva garantire nulla e che la mia proprietà non solo restava all’asta, ma veniva venduta, non gli ho dato più nulla: e lì ho perso tutto). Ricordo che il signor Putignano ‘sapeva ben vendere’ il proprio intervento per evitare che le aste fossero aggiudicate e, in particolare, ricordo che in un’occasione lo stesso ebbe a dire: “ma cosa credete che tutto ciò che mi date è a me? Io devo accontentare quelli di Taranto”; ora chi siano quelli di Taranto non mi compete saperlo, quello che so è che devo lottare per difendermi, ma mai avrei creduto di dovermi difendere dallo Stato”. Il signor “OMISSIS”, sappiamo chi è, noto esponente di un clan malavitoso locale, non sappiamo chi sarebbero “quelli di Taranto”.  Anche se la curiosità si fa sempre più rodente. Sin qui, nulla di nuovo. Abbiamo raccontato di peggio. Ciò che appare nuovo, in questi ennesimo caso di “vite all’asta”, è il trattamento subito dalla famiglia Notarnicola da parte dell’Istituto Vendite Giudiziarie. Trattamento che potremmo sintetizzare con una sola frase: cacciati illegalmente da casa, ingannati a più riprese, privati dei più elementari diritti umani.

Ma cos’è l’Istituto Vendite Giudiziarie o anche Ivg? E’ l’organo che si occupa delle esecuzioni mobiliari e che si presenta a casa della gente per prelevare i beni mobili pignorabili (televisore, divano e quant’altro), in questo caso esclusi dalla procedura di vendita, per essere poi venduti. Ebbene, il 31 gennaio 2017, il personale dell’Ivg, butta fuori di casa i due anziani, senza che questi abbiano avuto modo di liberare l’immobile dai loro effetti personali poiché non avrebbero ricevuto alcun avviso. O meglio, un avviso l’ha ricevuto il signor Alfonso, il giorno prima del “blitz”, un avviso generico nel quale non veniva indicato il giorno in cui l’Ivg si sarebbe presentato per liberare gli immobili, infatti c’era scritto: “nei prossimi giorni”.

A noi della redazione viene il dubbio che l’IVG abbia confuso la disciplina o prassi che si segue quando si tratta di prelevare beni mobili con quella che invece riguarda gli immobili. Ma chiediamo al signor Notarnicola che cosa è successo: il 31 gennaio 2017 l’IVG è venuto a buttarci fuori di casa senza nessun avviso, o meglio con un preavviso scritto notificatoci solo il giorno prima (30/01/2017); avviso in cui c’è scritto che nei prossimi giorni si sarebbe recato presso di noi per immettere il custode giudiziario nel possesso del bene (e il custode giudiziario era proprio l’Istituto Vendite). Noi in quest’occasione siamo stati tranquilli ed abbiamo consentito che operassero e lo hanno fatto anche alla presenza di una bimba di cinque anni; l’operatore dell’IVG ci ha invitati a consentire che si facesse e che il giorno dopo saremmo potuti andare a prenderci le nostre cose (noi abbiamo lasciato lì tutte le nostre cose, comprese le medicine, del denaro e tutti gli effetti personali; L’operatore dell’IVG, da noi contattato, ci ha dato appuntamento per il giorno 2 febbraio per andare a riprenderci un po’ di nostre cose, ma neppure questo ci è stato consentito; ci siamo recati in caserma e i carabinieri ci hanno ottenuto un nuovo appuntamento per il 3 febbraio 2017 (ma all’ora dell’appuntamento abbiamo trovato fuori dal cancello della nostra proprietà due persone che ci hanno detto che ora non è più possibile entrare per prendere le nostre cose perché l’acquirente (che ha tutte le chiavi) è all’estero: quindi oltre il danno e la beffa… anche la presa in giro! Insomma, i signori Notarnicola, entrano in possesso dei loro effetti personali, dopo che nell’immobile era già entrato l’acquirente. Senza che siano state rispettate le procedure di legge. Sbattuti come pupazzi di pezza. Tutte situazioni illustrate nell’atto di reclamo al Giudice delle Esecuzioni, ma tant’è. In ogni caso sulla vicenda Notarnicola pende un rinvio pregiudiziale alla Corte Europea.

 

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