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La Scuola dei petrolieri resiste alla trasparenza foto

Perché il presidente di Assoil School non ci fornisce i documenti che abbiamo chiesto? Quali sono le ragioni di tanta resistenza a rendere pubblici i bilanci?

Il 24 maggio scorso abbiamo pubblicato una breve inchiesta sull’Assoil School. Un’ associazione nata nel gennaio 2011, tra il Settore Beni e Servizi di Assomineraria e alcune Imprese sue associate. Tra i fondatori della scuola troviamo il fior fiore delle maggiori imprese nazionali e multinazionali dell’Oil&Gas.  Assomineraria, Bonatti, Criscuolo Eco-Petrol Service, D’Appolonia, Garramone & figli, Pergemine, Proger, Riccoboni, Rosetti Marino, Semataf, Siad – Società Italiana Acetilene e Derivati, Sudelettra. Tutte annoverate nei circuiti Eni e Total. Molte coinvolte in inchieste giudiziarie, tra condanne e assoluzioni, avvisi di garanzia e archiviazioni.

Criscuolo Eco Petrol Service, per esempio, il cui titolare è stato prima indagato, poi assolto dall’accusa di truffa nell’inchiesta della Procura di Potenza sulla Total. E’ il caso della Semataf di Giovanni Castellano, alcuni anni fa finito in carcere per la gestione della discarica comunale di Salandra. E’ coinvolto nell’inchiesta “monnezzopoli”, per cui è sotto processo, insieme ad altri, per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti e alla truffa. E’ il caso di Sudelettra coinvolta nel filone d’inchiesta Tempa Rossa del marzo 2016. Per il resto rileggetevi l’inchiesta, correlata a questo articolo.

Il 26 maggio il presidente della Scuola, Sergio Polito, scrive una replica indirizzata al direttore Giusi Cavallo. Il 27 maggio la pubblichiamo e chiediamo a Polito se può rilasciarci un’intervista, anche telefonica e fornirci i bilanci dell’Associazione. Da allora prende corso una fitta, anche se breve corrispondenza via e-mail tra il sottoscritto e il presidente Polito. Il tono è molto cordiale, ma la sostanza non arriva. Avevamo chiesto un’intervista telefonica, ma Polito è disponibile a ricevere domande scritte alle quali rispondere, ma con “la preghiera, ovviamente, di verificare poi insieme ciò che verrà pubblicato per non incorrere ancora in eventuali fraintendimenti”. Per noi va bene ma, prima di inviare le domande scritte abbiamo bisogno dei bilanci dell’Associazione, perché è proprio sui bilanci che vorremmo chiedere dei chiarimenti, avendo sotto gli occhi quello relativo all’esercizio 2016. Ci servirebbe anche lo Statuto, irreperibile sul web. Polito, però, alle nostre continue richieste risponde sempre allo stesso modo: “Si ribadisce la disponibilità a rispondere per iscritto a Sue precise domande”. Sì, va bene, ma per fare quelle precise domande abbiamo bisogno di vedere i bilanci e lo Statuto!

Il presidente della Scuola in seguito alle nostre insistenze il 5 giugno risponde sui bilanci: “Abbiamo fin qui dato dimostrazione di disponibilità ad interloquire nell’esclusivo interesse della Scuola. Comprenderà che in qualità di presidente del Consiglio Direttivo di Assoil ho l’obbligo di sottoporre a tutti i Soci la Sua richiesta e agire solo a seguito di deliberazione di un’assemblea. Valuteremo, dunque, nella sede opportuna e sarà mia cura ricontattare, eventualmente, la redazione.”.

Va bene. Ci sembrava una richiesta non problematica, la nostra, molto semplice. Ad ogni modo aspettiamo. La corrispondenza si interrompe a fine giugno, quando con un’altra mail chiedo al presidente Polito se per caso si è svolta l’assemblea e, nell’eventualità, se avesse autorizzato l’invio di copia dei bilanci alla nostra redazione. Da allora, nessuna risposta.

Oltre alle domande che abbiamo già formulato nell’inchiesta del maggio scorso, alle quali Polito con la sua replica non ha risposto, oggi ci poniamo un’altra domanda: quali sono le ragioni di tanta resistenza a rendere pubblici i bilanci? E’ vero che l’Assoil School non è tenuta a renderli pubblici, ma è una facoltà alla quale si può derogare, specie se, come siamo certi, non c’è nulla da nascondere. Un gesto di trasparenza farebbe bene sia all’Associazione sia all’opinione pubblica. Rendere pubblico lo Statuto e i bilanci, sapere chi e quanto ha versato di quota sociale o di contributi liberali, conoscere gli eventuali sostenitori della Scuola e le risorse ottenute dalla Regione Basilicata per le iniziative di formazione, è così impossibile?

E’ un segreto? Vogliamo credere che il presidente Polito sia ancora in attesa dell’assemblea dei soci per avere l’autorizzazione all’invio di copia dei bilanci alla nostra redazione. E noi aspettiamo. D’altronde, Polito, senza alcun problema, all’istante, ci ha inviato il bilancio 2016 allegandolo alla sua replica del 26 maggio. E non ci risulta che abbia convocato un’assemblea per farsi autorizzare.