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Ammine a Costa Molina 2, quale impatto sulle falde profonde?

Il consigliere Santomartino chiede che sia fatta chiarezza: Quando abbiamo denunciato l'inquinamento non ci hanno ascoltati"

Visto che la politica lucana solo dopo aver mangiato a piene mani dal petrolio ora si accorge dell’inferno creato in terra, adesso sorge spontanea la domanda: chi paga?

Chi paga i debiti contratti da comuni che senza le Royalties sono in pre-dissesto?

Chi paga l’inquinamento profondo che oggi intravediamo ma che col tempo potrebbe venire a galla in modi e punti inaspettati?

Chi paga la chiusura di aziende agricole e zootecniche? Chi paga tra i controllori che non hanno controllato?

Serve urgentemente comprendere in maniera libera e terza, sempre con le associazioni presenti, come la re-iniezione di Costa Molina 2 abbia impattato anche nelle falde profonde, lungo tutta la condotta di re-iniezione da Viggiano fino al termine della camicia del pozzo.

A tale proposito è vergognoso che ai cittadini e agli amministratori locali sia precluso l’accesso ai piani ingegneristici dei pozzi, quindi sapere effettivamente ed in maniera terza a quale profondità arriva la camicia di Costa Molina 2, quante rotture-incidenti ha avuto, e quale sia il regime di manutenzione di tutta la condotta.

Tutte le sostanze, dai polimeri alle ammine, vanno ricercate in tutti i corpi idrici della zona, senza lasciare nulla al caso o agli amici degli amici.

Stiamo accettando un’ipoteca che potremmo non essere in grado di pagare e di lasciare ai nostri figli, visto che le royalties le usiamo non per la salvaguardia, prevenzione e ripristino ambientale ma per la spesa corrente e clientelare, quindi lasciando ai nostri figli solo i danni e non il portafoglio.

Vergognoso che la politica regionale permetta all’amministratore delegato di una partecipata dello Stato, Claudio Descalzi, di evitare da sempre il pubblico confronto con la cittadinanza locale, a dimostrazione non solo della totale mancanza di rispetto raggiunta da politica ed Eni ma del profondo timore che Eni prova nel non poter reggere un pubblico contraddittorio senza essersi prima preparata sulle domande.

Altro che Matera Capitale della Cultura, qui la sfida è arrivare vivi e vegeti al 2019. Era il 2014 quando noi e la professoressa Albina Colella ed il dottor Giorgio Santoriello avanzammo pubblicamente dubbi sulla legalità del regime autorizzativo del Pozzo Costa Molina 2 perché la politica non ci ha ascoltati o pubblicamente smentiti?

Antonio Santomartino, capogruppo consiliare lista civica Per Montemurro