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Il Consigliere Aurelio Pace, l’autonomia della Basilicata e il feudalesimo 4.0

E’ ora di rovesciare questo sistema feudale 4.0 che ha anche il coraggio di chiedere più autonomia e una legislazione speciale

Ecco che, avvicinandosi le elezioni regionali, qualcuno si mette a cavalcare tematiche facili e demagogiche. Aurelio Pace, tra l’inaugurazione di pizzerie e tagli di nastro a destra e a manca, solleva una vecchia questione vestita di nuova demagogia. La solleva a sproposito e fuori tempo massimo.

Il suo ragionamento sta in questi termini: Veneto e Lombardia chiedono più autonomia? Bene, allora la Basilicata  “che garantisce petrolio e acqua al resto del paese, con grandi sacrifici in termini ambientali e di impatto sul territorio, forse ha sbagliato a tacere ed accontentarsi di qualche royalties o compensazione ambientale per tenere in ordine le dighe e invasi. Avremmo dovuto e potuto alzare il tono e, noi sì, pretendere una legislazione realmente speciale per i nostri territori.”

Niente di che. Un ragionamento al quale è facile aderire. E’ come condividere con un bambino una giornata al parco giochi. Il bambino ci sta eccome se ci sta. Aurelio Pace, però, dimentica (e qui colgo l’ipocrisia del suo ragionamento), che una maggiore autonomia della Basilicata passa attraverso una classe politica e dirigente all’altezza delle responsabilità che una più ampia autogestione del territorio richiede. E qui siamo ancora sotto il livello del mare. Dimentica che le condizioni attuali della Regione “bistrattata” e vocata al “grido di dolore”, come egli scrive,  sono la conseguenza di una politica da gigolo, quella alla quale egli stesso è abituato.

Il servilismo offerto nei decenni, dai nostri “statisti da condominio”, al potere centrale pro-tempore, è servito soltanto a rafforzare le loro ricchezze e il loro prestigio. Qui più risorse arrivano e più poveri diventiamo. La Basilicata è stata, da questi signori, svenduta pezzo per pezzo. Questa classe politica, di cui Pace è parte integrante, ha dimostrato di essere incapace di dare un’identità allo sviluppo della Basilicata e molto capace di maneggiare e sprecare risorse. Ha dimostrato di essere molto interessata alle proprie carriere e molto distratta sulle questioni vere del territorio. Incapace di affrontare a viso aperto il dominio delle multinazionali del petrolio. Questa gente vuole più autonomia? Non sia mai.

La Basilicata, invece sì, merita non solo maggiore autonomia, ma la libertà. Libertà da questa classe politica soffocante, che ha le mani dappertutto, che compra le coscienze e annichilisce ogni istanza vera di sviluppo. Le priorità di questa regione non risiedono nell’ipocrisia del ragionamento del consigliere Aurelio Pace, ma nella liberazione dei cittadini da quelli come lui . E ce ne sono tanti.

Libertà. Altro che autonomia. Occorre spezzare catene arrugginite da decenni, smontare gabbie costruite con la complicità dei carcerati, mandare in soffitta quel mito della miseria che è servito soltanto a mantenere la gente nella povertà e lor signori nella ricchezza. E’ ora di rovesciare questo sistema feudale 4.0 che ha anche il coraggio di chiedere più autonomia e una legislazione speciale.