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L’Eni e la sacralità del business. Ecco come la compagnia petrolifera narra le sue gesta a Wall Street foto

Il Form 20-F è’ un documento annuale che contiene tutte le informazioni utili agli investitori che così possono decidere se comprare, vendere o mantenere le azioni sui mercati USA. Vi sveliamo i contenuti del Form 2016 redatto dall'Eni

Anche per il 2016 l’Eni ha dovuto rilasciare il suo 20F Form alla SEC, la Security and Exchange Commission of the United States of America. E’ un documento annuale che contiene tutte le informazioni utili agli investitori che cosi possono decidere se comprare, vendere o mantenere le azioni sui mercati USA.

L’Eni e’ quotata a Wall Street e così anche lei deve presentare il suo 20F.

Per l’anno che e’ terminato il 31 dicembre 2016, ci sono 423 pagine. Da pagina F-88 a pagina F-100, fitte fitte, ci sono i cosiddetti “Criminal proceedings”, “Administrative Proceedings”, “Tax Proceedings”, “Court Inquries”, “Antitrust proceedings”. Sono dodici pagine.

A suo tempo l’Eni ha fatto sapere alla professoressa D’Orsogna di non apprezzare un eventuale suo lavoro di traduzione e magari di interpretazione in italiano dei documenti  20F, con tanto di carte firmate e intestate da una mezza dozzina di avvocati che ogni tanto compaiono anche sulle TV italiane.

Per cui, ci limitiamo a trascrivere ciò che Eni ha riportato nei documenti, una specie di copia e incolla, con una traduzione limitata alla comprensione dei fatti descritti dalla stessa compagnia petrolifera alla SEC. Ci scusiamo con l’Eni se, pubblicando il documento, commettiamo un reato di lesa maestà.

Ecco una lista sintetica delle parole chiave dei procedimenti in cui è coinvolto l’Eni e descritti nel F20 del 2016

C’e’ un po’ di tutto: Carrara, Augusta, Frosinone, EniPower, Congo, Praia a Mare, Lago Maggiore, Val D’Agri, Algeria, Ravenna, Kazakhstan, Angola, Cassano allo Jonio, Nigeria, Cerchiara di Calabria, Melilli, EniChem, Iraq, Costa Molina, Crotone, Gela, Porto Torres, Molfetta, Syndial,  asbestos, DDT mercato del gas, tumori, un miliardo e mezzo di danni in Sardegna, nascita di bambini deformi, mancanza di operazioni di ripristino ambientale, evasione di tasse, pagamenti illeciti, rifiuti industriali non trattati propriamente, inquinamento da mercurio, corruzione, pagamento tasse sulle piattaforme offshore, zolfo, riversamento di sostanze radioattive, irregolarità nella fornitura di carburante all’Alitalia, avvelenamento di acqua e di coltivazioni, corruzione internazionale, riversamenti di idrocarburi a mare, omicidio colposo, morte di dodici dipendenti, danni alla salute, condotta negligente, disastro ambientale, condanne alla galera per alcuni suoi manager/dipendenti. (continua nelle pagine seguenti)