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Esiste solo il Potenza che come un fiume in piena travolge tutto e tutti

E' l’anno degli entusiasmi che fanno calare il sipario sul buio pesto che da troppo tempo dominava la città

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L’ultimo dei problemi per il Potenza è se fra sei giorni si giocherà ad Apricena o a San Severo, “questa o quella per me pari” sono disse il Duca alla vista di alcune fanciulle fuori dalla chiesa in un’opera di Verdiana memoria, ed effettivamente per una squadra che sembra non conoscere avversari che si giochi a pizzo Calabro a sulle Alpi cambia poco o nulla.

Ci sarà Giacomarro sulla panchina del San Severo? Triplo chi se ne frega in coro rispondono tutti, l’euforia è talmente alta, che tutto non fa notizia, tutto passa fra l’indifferenza totale, esiste solo il Potenza che come un fiume in piena travolge tutto e tutti, squadre blasonate e mezze calzette.

Cosa aggiungere ad una cronaca che di per se si spegne già alla fine del primo tempo? Cosa aggiungere su questo pentagramma che è già una appassionata melodia? Che è diventata una colonna sonora domenicale suonata in casa e fuori senza differenza?

Si nota, basta scrutarne le ciglia, una intesa fra chi scende in campo, chi siede in panchina e chi si accomoda in tribuna classica di una azienda dove tutti remano nella stessa direzione, un “tam tam” che riporta alla mente antichi velieri Vichinghi alla conquista di nuovi mondi, nuove terre, nuove popolazioni.

Batte il tamburo il direttore d’orchestra e le note si insinuano nell’anima di ognuno, è l’anno della svolta è l’anno degli entusiasmi che fanno calare il sipario sul buio pesto che da troppo tempo dominava la città, che di fatto aveva allontanato la tifoseria, con presenze al Viviani da vero e proprio sconforto.

Ma ora chi si giova di questo entusiasmo? chi ne trae benefici? Chi tenta di speculare su questi successi magari in vista delle prossime elezioni amministrative che coinvolgeranno l’intera regione? I politici fanno il loro mestiere, lo hanno sempre fatto e magari qualcuno che capisce di calcio quanto il sottoscritto di Aramaico, comincerà a pensare che il Viviani è luogo da frequentare, a volte confondendo la squadra ospite con quella di casa, rilasciando interviste a chi si presta al gioco senza conoscere nemmeno i colori sociali del club. I politici sono capaci di tutto e di tutto il contrario.

Quelli che nei mesi addietro al nome del Potenza Calcio facevano spallucce dichiarando che c’erano cose più importanti a cui pensare, oggi li ritrovi a fare la fila al bar in tribuna fra la fine del primo e l’inizio del secondo tempo, a stringere la mano a parlare di calcio, senza ne capo e ne coda.

Sono sempre loro gli stessi non cambieranno mai. Quelli che non sono mai saliti sul vascello esposto alle intemperie negli anni scorsi, e invece oggi salgono allo stesso modo di come si sale su una nave da crociera.

Son quelli che hanno ridotto questa città ad un optional per altri secondo loro più importanti realtà territoriali, oggi tutti insieme, di destra o di sinistra fanno capolino al Viviani, con la solita arroganza, con la solita aria da saccenti, perché sappiate che i politici da Scilipoti all’ultimo dei consiglieri comunali, sanno tutto, la cultura è il loro pane quotidiano, il calcio è pane quotidiano, loro possono tutto, magari confondendo squadra, magari ignorando le principali regole del gioco del pallone, ma a loro è concesso tutto, anche carpire la buona fede di qualche tifoso.

Ma, torniamo al calcio quello vero, nessuna pagella, odio le pagelle sia quando va bene sia quando va male, si vince e si perde tutti insieme, amo invece leggere le reazioni dei protagonisti il giorno dopo, a bocce ferme e oggi Carlos scrive sul suo profilo una cosa bellissima, oddio non la scrive lui l’ha scritta Timoteo secoli fa: “Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona”.

A lunedi prossimo.

Francesco La Regina

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