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Gli haters e il silenzio del presidente dell’Ordine dei giornalisti della Basilicata

Caro presidente Sammartino forse è il caso che lei consideri seriamente la possibilità di dimettersi dopo aver regalato una pagina di becero giornalismo ai lettori

Selvaggia Lucarelli viene a Potenza a presentare il suo ultimo libro. Un giornale pubblica la notizia con una narrazione a dir poco sconcertante. Secondo La Gazzetta del Mezzogiorno la scrittrice sul territorio è stata contestata. Da chi? Da un noto hater che si è già fatto conoscere per aver insultato anche la giornalista Francesca Barra, e da un’altra cittadina di Potenza che ha avuto l’onore di essere citata dallo stesso quotidiano. Anche lei ‘contestatrice del territorio’.

Evidentemente per rappresentare il territorio sotto forma di egregi contestatori bisogna usare un linguaggio volgare e offensivo. Termini come “vacca” e “tettona” che La Gazzetta riporta per spiegare le contestazioni.

Perciò se domani venisse Sergio Rizzo a presentare il suo libro e un pinco pallo qualsiasi scrivesse sul suo profilo Facebook che è un “porco” o che ha un “pene piccolo” i giornali potrebbero utilizzare questi post per raccontare le contestazioni allo scrittore. Legittimando l’odio sui social, elevandolo al rango di critica, opposizione e contestazione.

Questo non è giornalismo. Dovrebbe saperlo bene il capo redattore della Gazzetta di Basilicata, che è anche presidente dell’Ordine dei giornalisti lucani.

Sarebbe infatti imbarazzante ritrovarsi il presidente dell’Ordine, in cattedra in uno dei tanti corsi di aggiornamento professionale che noi giornalisti siamo tenuti a frequentare.

Sarebbe imbarazzante doverlo ascoltare mentre, a memoria, sciorina la litania sulla deontologia del giornalista, sui doveri e sull’etica o peggio ancora sul cavallo di battaglia del momento, la corretta informazione quando si parla di violenza sulle donne.

Ecco perché la questione va oltre le offese alla Lucarelli. Si tratta invece di un serio problema che segnala una scarsa sensibilità proprio in chi distribuisce a destra e a manca patenti di professionalità giornalistica.

È al corrente il presidente dell’Ordine di quanto sia virulento e dannoso il fenomeno degli odiatori sui social? È al corrente che un termine offensivo riportato sui social può distruggere la vita di una persona? È al corrente che i social fanno ormai parte dei mezzi di comunicazione di massa?

Non è a me che deve rispondere, sia chiaro. Lo spieghi però a quei giovani colleghi lucani che i corsi di aggiornamento professionale da lui tenuti li frequentano e che non avendo mai messo piede in una redazione non hanno perfettamente chiaro cosa significhi fare questo mestiere oggi. Lo spieghi a quegli stessi colleghi che, se vogliamo dirla tutta, spesso sono diventati giornalisti per aver scritto del convegnuccio o della sagra di paese per qualche mese. Questa professione è stata sputtanata abbastanza ed è arrivato il momento di aprire una seria riflessione anche per rispetto a chi, nel valore sociale del giornalismo, ancora ci crede.

Caro presidente Sammartino forse è il caso che lei consideri seriamente la possibilità di dimettersi dopo aver regalato una pagina di becero giornalismo ai lettori.

Le regole deontologiche prima di recitarle a memoria dovrebbe applicarle.