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Appalti pulizie strutture sanitarie lucane: preoccupante il massimo ribasso

Risorse poste sulla base d’asta non erano sufficienti a dare garanzia né dal punto di vista occupazionale né, tantomeno, dal punto di vista retributivo ai lavoratori

È preoccupante la situazione che potrebbe determinarsi in virtù della delibera di assegnazione dei cinque lotti dei servizi di pulizia nelle strutture sanitarie della regione”.

Lo dichiarano i dirigenti sindacali della UILTuCS di Basilicata, Rocco Della Luna e Donato Rosa.

È con estremo rammarico – continuano – che a distanza di oltre un anno le denunce della nostra organizzazione non abbiano trovato la giusta attenzione e, soprattutto, non abbiano sortito i necessari accorgimenti.

La preoccupazione che manifestammo pubblicamente al tavolo di discussione regionale si basava sul fatto che le risorse postate sulla base d’asta non erano sufficienti a dare garanzia né dal punto di vista occupazionale né, tantomeno, dal punto di vista retributivo ai lavoratori addetti ai servizi di pulizia.

Oggi ci troviamo, paradossalmente, a dover rilevare ribassi nell’offerta che superano, in alcuni lotti, addirittura il 30%. La domanda sorge spontanea: dove finisce il massimo ribasso e dove inizia l’offerta più vantaggiosa? È il classico esempio gattopardiano del “tutto cambia affinché nulla cambi”.

La nota “revisione della spesa” (spending review) sta indebolendo il sistema occupazionale in ambito sanitario soprattutto se pensiamo la sua mera applicazione a lavoratori (quelli dei servizi esternalizzati) che nel corso degli ultimi anni ne hanno vissute già diverse.

Solo per ricordare l’ultimo in ordine di tempo, vorremmo portare ad esempio gli scriteriati tagli messi in campo ai lavoratori del San Carlo nel medesimo settore delle pulizie. Racconteremo, nelle prossime settimane la storia di una morte già annunciata? Il timore esiste ed è reale”.

“Ci si accanisce su lavoratori già penalizzati dalle manovre economiche degli ultimi anni e che hanno subito pesanti perdite del proprio potere d’acquisto. Manca invece il coraggio per colpire i poteri forti, la giungla di consulenze e clientele che è stato messo in piedi nel corso degli anni”.

La nostra posizione – continuano i dirigenti della UILTuCS – è sempre stata chiara: prima di risparmiare si deve saper spendere bene! Perché è chiaro che è sempre la spesa che produce benefici o disastri. È fin troppo chiaro che una riduzione dei servizi porta ad una  mancata risposta alle domanda di salute”. 

Il Servizio sanitario è stato destrutturato e così non sarà più in grado di garantire i servizi e i livelli essenziali di assistenza”. Se si continua in questa direzione, il percorso segnerà “un colpo di grazia alla sanità che si rifletterà direttamente sulla condizione dei cittadini lucani”.

“Da anni – concludono Della Luna e Rosa- si sta operando solo con tagli e riduzioni senza che nessuno ci dica qual è il piano B e come si pensa di sopperire alla crescente domanda di cure da parte dei cittadini e in particolare degli anziani over 65enni, che ne hanno più bisogno e che nel 2050 rappresenteranno il 65% della popolazione lucana. Forse è proprio questo il modello che si è scelto di seguire e che lo si è scelto con coscienza per non andare a colpire i veri sprechi ed i privilegi di pochi eletti”.