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Benvenuti al Sud: per chi vuole fare qualcosa c’è veramente tanto da fare

Bisogna veramente fare qualcosa, perché diversamente alle prossime elezioni la percentuale di votanti rischia di scendere a numeri di una sola cifra.

Ci sono domande e domande: quelle che tutti possono farsi e farvi perché non sollevano polemiche eccessive o comunque lesive per l’establishment e quelle che non conviene o non è possibile fare perché altrimenti il “padrone del vapore” si “incazza” e può darti dei fastidi.

Al secondo gruppo appartiene sicuramente il nucleo delle tante domande che spesso molti si fanno da lustri, destinate sistematicamente a rimanere senza risposta sul tema della presenza e della distribuzione dei casinò sul territorio italiano.

Non so se ed in che misura sia a vostra conoscenza il fatto che almeno due casinò siano in funzione ed operanti da sempre nel Paese e che gli stessi siano dislocati rispettivamente a Sanremo ed a Venezia.

Non so poi se voi sappiate quanti siano stati nel passato i tentativi di aprire altri casinò in un Paese ad altissima vocazione turistica come il nostro e di collocarne almeno uno al Sud.

I tentativi sono stati tanti,tanti (Taormina, Sorrento) ma i risultati sono stati sempre negativi e la motivazione più frequente e diffusa è quella secondo cui “non sarebbe opportuno aprire simili locali, con le attività connesse, in zone di alta densità criminale.”

Certo è che qualcuno ma sempre più in pochi hanno dato credito a simili banali risposte, mentre gli altri, quelli senza l’anello al naso, hanno subito capito che i padroni occulti del sistema economico erano contrari a quella eventuale scelta perché non sarebbero stati in grado di controllare totalmente quelle attività se e quando fossero state installate al Sud.

Ed in effetti non riusciamo proprio a capire perché un casino che operi a Venezia o a Sanremo non debba essere fonte di problemi di criminalità, mentre un casino operante a Napoli oppure a Taormina diverrebbe sicuramente una succursale italiana di “Cosa Nostra”.

Non riusciamo a capire come mai e perché Sanremo debba avere tante e tante occasioni di sviluppo turistico, Festival compreso, mentre qui al Sud fanno finta di darci una mano mandandoci la Rai per la fine dell’anno, con uno spettacolo dai toni decisamente contenuti ed economici, se si considera la qualità dei pur bravi protagonisti, che sicuramente non saranno costati moltissimo a mamma Rai.

Forse il padrone del vapore temeva che qui al Sud ci divertissimo troppo, dopo avere sorriso e già apprezzato i ridicoli e comici tentativi del sistema dei mass media di regime di coprire e di difendere le inopinate e pericolose forme di sfruttamento petrolifero della Val d’Agri.

Noi sostanzialmente vorremmo ricordare a chi tutto ascolta, controlla e decide che qui al Sud c’è la vera fame, non quella veneta né sanremese ma quella atavica, autentica, di sempre, che tutti dicono di voler eliminare mentre in realtà non fanno altro che aggravare un divario già noto tra le due forme di realtà economica.

Noi vorremmo ricordare agli occhiuti ed intelligenti e liberi (?) politici locali e nazionali che in pieno 2018 l’apertura al Sud di altri casinò potrebbe sicuramente rappresentare, dopo tanti fallimenti e promesse mancate, un’occasione sicura di sviluppo e di ripresa economica e che, grazie a Dio, anche qui, se tutti non lo sanno, ci sono, come a Sanremo e Venezia, polizia, carabinieri e magistratura in grado di affrontare, come a Venezia ed a Sanremo, eventuali insorgenti ulteriori problemi di criminalità.

Allora signori potenti e padroni del sistema non continuate a nascondervi dietro motivazioni inconsistenti e non credibili e datevi veramente da fare per questo Sud che tutti dite di volere aiutare e che poi nessuno vuole veramente sposare (“tutti lo vogliono e nessuno se lo piglia”).

Ormai è finito il tempo delle ipocrisie interessate; ora dovete veramente fare qualcosa, perché diversamente alle prossime elezioni la percentuale di votanti rischia di scendere a numeri di una sola cifra.

Ed allora Benvenuti al Sud: accomodatevi perché per chi vuole fare qualcosa in buona fede e trasparenza c’è veramente tanto da fare.

Samurai di Basilicata