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Nasce il Pdp, il Partito dei Pittella & Soci. Avanti tutta

I Pittella stanno mettendo le basi per impadronirsi della Basilicata, pista da cui decollare e atterrare a piacimento per tutte le manovre politiche e di potere, locali e nazionali, che serviranno nel futuro a perpetuare la loro dinastia

“Il 90 per cento delle candidature Pd nei posti considerati sicuri, tra uninominale e proporzionale, sono andati a renziani e alla maggioranza che lo sostiene. Che vinca o che perda le elezioni, Renzi, potrà mettere sul tavolo la sua nutrita rappresentanza parlamentare, nello scenario, ad esempio, di una grande coalizione con Berlusconi e con i centristi, parte dei quali stanno già oggi con lui.”

Condivido questa riflessione del collega Luigi Ambrosio su radiopopolare.it, che mi consente di aprirne un’altra sulla Basilicata. Il Pdr è la copia nazionale del Pdp lucano.

In Basilicata Marcello Pittella lavora al suo “personale partito” dal 2013, da quando ha sconfitto Lacorazza alle primarie. Un partito che possiamo definire di Pittella, ma che è sinonimo di Potere. Perché qui, in Basilicata Potere è sinonimo di Pittella. Tutti i candidati nelle posizioni ritenute sicure e quasi sicure sono appannaggio di Renzi-Pittella. Fuori tutti gli altri. Qui i centristi sono organici al Pdp da tempo. Taddei, Pace, Viceconte, Mollica. Tutti personaggi che, insieme ai socialisti formato Nencini, da Pietrantuono a Valvano, da Bochicchio a Rossino, compongono l’organico di ufficiali e sottoufficiali del Pdp. Oggi e domani, le alleanze facili, prevarranno sulle tensioni interne, sulle richieste di poltrone di tizio e caio all’interno delle diverse anime dell’ex Partito Regione. Sarà Pittella a decidere, con saggio tatticismo, cosa cedere e a chi, in funzione dell’interesse del Pdp. Deciderà da solo? Non proprio. Dovrà comunque condividere con Vito De Filippo, Salvatore Margiotta, Maria Antezza, Luca Braia, decisioni e spartizioni. Fino a quando?

I Pittella stanno mettendo le basi per impadronirsi completamente della piattaforma lucana da cui decollare e atterrare a piacimento per tutte le manovre politiche e di potere, locali e nazionali, che serviranno nel futuro a perpetuare la loro dinastia.

Questo scenario mette in pericolo la Basilicata, perché la Regione rischia di rimanere, per lungo tempo ancora, in mani pericolose. Nelle mani di “politici” senza scrupoli, figli di una storia opaca e mai chiarita, autori dell’attuale disastro socio-economico.

Ma i Pittella’s hanno gioco facile. Basta guardare il panorama delle forze che vorrebbero mandarli a casa. Dilettanti allo sbaraglio. Finti oppositori, furbacchioni di destra e sinistra che giocano a fare i contestatori, ma interessati esclusivamente alle loro posizioni personali, pronti ad accordarsi su “questo a te e questo a me”. Sloganisti senza sostanza, idealisti con sogni di seconda mano, poeti del futuro senza un quattrino di intelligenza e di scaltrezza. Prime donne che litigano con altre prime donne, capi popolo senza popolo, vanitosi destinati alla disfatta.

Hanno gioco facile. Basta guardare il panorama dei media locali. Pifferai che suonano lo spartito scritto dal padrone. Politologi improvvisati alla bisogna, paggetti pagati allo scopo. Una tragedia tutta lucana, figlia di una stagione teatrale che pare non finire mai.

Dobbiamo rassegnarci? No. Ma si cominci a fare il pane con la farina e il vino con l’uva.