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Basilicata segnalata all’Autorità Antifrode: “Utilizzo improprio di Fondi europei.” Chiesta procedura di infrazione

Depositato un esposto all’Alof e alla Commissione Europea sull’esternalizzazione dei servizi di Assistenza Tecnica. Dubbi sui rapporti con le imprese appaltatrici

E’ il sindacato USB (Unione Sindacale di Base) Federazione Pubblico Impiego della Basilicata a scagliarsi contro l’esternalizzazione dei servizi di Assistenza Tecnica sui fondi comunitari FESR – Fse – Feasr – Feamp – e Fsc. Questa volta, dopo aver prodotto formale esposto all’Anac e alla Corte dei Conti Regionale e segnalato l’accaduto con numerosi comunicati stampa, con un esposto dettagliato si rivolge direttamente all’Olaf (Autorità Antifrode) e alla Commissione Europea.

Scopo dell’esposto: individuare eventuali irregolarità nella gestione di tutta la vicenda.

“Molte cose non quadrano”

L’esternalizzazione riguarderebbe molti lavoratori, alcuni assunti con contratti flessibili presso la Pubblica Amministrazione , retribuiti dalla Unione Europea e oggettivamente utilizzati da anni per mansioni spettanti ai dipendenti della P.A., altri invece assunti presso delle imprese vincitrici di appalti dove l’apporto delle stesse imprese in tecnologia e sapere è inesistente utilizzando tra l’altro le stesse strutture della Regione.

L’Algoritmo utilizzato per sottrarre più soldi alla Unione Europea sarebbe quello di presentare personale con curriculum di alte professionalità per poi andare a contrattualizzare gli stessi come dipendenti privati con qualifiche basse tipo Operatori Meccanografici pagandoli più del 500% in meno di quello che li valuta la stessa Unione Europea. Il tutto senza una logica strutturale sulle mansioni che vengono effettivamente affidate.

Le mansioni realmente assegnate rimarrebbero le stesse, cioè quelle di segretari tuttofare dei vari Dirigenti e Posizioni Organizzative della Pubblica Amministrazione.

Quindi mentre un precario con contratto diretto con la Regione Basilicata costa circa euro 2.000,00/mese lordi, per l’Unione Europea lo stesso soggetto come dipendente dell’impresa privata diventa una spesa di euro 500,00/giorno più IVA.

“L’Algoritmo appena descritto non sarebbe – secondo l’Usb – il solo usato da una macchina perfetta come ‘Il Sistema Basilicata’ per aggirare l’Unione Europea, ma vi è anche l’utilizzo di imprese/società/Enti (in house e non) di sponda, per trasferirsi tra di loro consulenze anche tra dipendenti in essere e in pensione, o per esempio un’azienda privata che tiene altri 136 dipendenti presso la Regione Basilicata da oltre 10 anni alla quale da marzo 2015 viene prorogato il vecchio appalto con delibere non pubblicate nonostante la piena condanna della Corte dei Conti in Cassazione ( 12- 2Sentenza TAR 14_11_2017 ). Senza tener conto di altre attività di normale ed ordinaria gestione come infermieri, assistenti tecnici di varia natura utilizzati nelle ASL con gare d’appalto partecipate da società interinali che superano i 45 milioni di affidamento.”

Il Sindacato USB ritiene che se venissero internalizzate con regolari concorsi tutte queste attività e se la Commissione Europea intervenisse con una procedura di infrazione in merito, si potrebbero evitare oltre 100 milioni di danni erariali restituendo l’importo indebitamente speso e destinando quello da spendere al territorio negli obiettivi già concordati con l’Unione Europea.

Disatteso l’Accordo di partenariato

Nell’Accordo di Partenariato 2014-2020 adottato con Decisione della Commissione europea del C(2014) 8021 del 29 ottobre 2014, conforme all’articolo 14 del Regolamento UE N.1303/2013, vi è una specifica sezione relativa al Fondo FEASR (pag. 654) che in generale esordisce nei seguenti termini:

“Innanzitutto, giova ricordare che nell’ambito della programmazione dello sviluppo rurale, il rafforzamento della capacità amministrativa si inquadra nel contesto delle attività finanziabili attraverso la linea di intervento dedicata dall’assistenza tecnica (….). Sarà quindi necessario porre in essere una serie di attività, di carattere regionale e nazionale, volte ad accrescere e sostenere le capacità e le competenze delle pubbliche amministrazioni coinvolte, anche attraverso azioni che consentano di creare strutture capaci e competenti all’interno delle stesse amministrazioni”.

Ma in maniera più specifica, nell’ottica di garantire la definizione di una struttura amministrativa adeguata ed efficiente, nel paragrafo intitolato – Attività di supporto alla capacità amministrativa – viene chiarito che “(…) nel contesto di una riduzione generalizzata delle risorse disponibili per le pubbliche amministrazioni, causata dal processo lineare di revisione della spesa pubblica, le attività di supporto avranno un ruolo fondamentale per assicurare il presidio delle funzioni essenziali di attuazione dei PSR. In tale ambito, particolare attenzione dovrà essere posta nell’utilizzo, laddove opportuno, delle risorse dell’assistenza tecnica per il personale interno alle pubbliche amministrazioni impegnato nelle attività di gestione e di esecuzione dei controlli. A tale scopo, dovranno essere predisposti specifici piani che giustifichino chiaramente i fabbisogni in tal senso e che dispongano un adeguato utilizzo di tali risorse”.

E’ di tutta evidenza – è scritto nell’esposto dell’Usb – dunque, che l’intento è o doveva essere, quello di utilizzare i fondi relativi al Feasr esclusivamente al fine di internalizzare le risorse umane esistenti, affinché venisse valorizzata la loro competenza e professionalità. La Regione, al contrario, ha adottato procedure e provvedimenti finalizzati a mantenere un sistema di esternalizzazione e di precariato, mortificando le risorse umane interne.

Esternalizzare la gestione dei Fondi europei costa più che stabilizzare

Rispetto al dato economico, l’Usb ritiene che l’esternalizzazione della gestione dei fondi europei costa € 27.529.788,00 (per l’impiego di 121 unità), tanto a fronte di una spesa stimata di circa € 10.000.000,00 per l’impiego – attraverso processo di stabilizzazione – di 121 unità ex precari – a tempo indeterminato. Non è un’opinione, dicono al sindacato, ma un dato oggettivo.

L’esposto, ad ogni modo, riguarda anche altri aspetti di tutta la faccenda. Non ultima la scelta, da parte della Regione, di non suddividere l’appalto in lotti.

In conclusione, l’Usb, ritiene che siano state eluse tutte le prescrizioni dell’Accordo di partenariato e del Pra (Piano di Rafforzamento Amministrativo) e che la Regione abbia utilizzato impropriamente le risorse dei Fondi Fears e Fse sulla gara per l’esternalizzazione, gara che avrebbe provocato un danno erariale. Ed è su queste ipotesi che il sindacato chiede accertamenti all’Autorità Antifrode e alla Commissione Europea.