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L’affare Eolico in Basilicata. Politici, imprenditori e affaristi. Viaggio nei vicoli oscuri del denaro e dello scempio foto

Da oggi la prima puntata della nostra inchiesta “Bruttovento.” Che cosa si nasconde dietro l’energia eolica?

Un cantiere senza autorizzazioni che lavora alla luce del sole

A quanto pare, La C&C Tolve Srl, avrebbe dovuto iniziare i lavori entro un anno dalla notifica del provvedimento di rilascio del giudizio favorevole di compatibilità ambientale. Termine perentorio per la validità del provvedimento. Sembrerebbe, invece, che la Società abbia avviato i lavori oltre il termine consentito, nonostante l’Ufficio Compatibilità Ambientale della Regione Basilicata avesse comunicato con nota del 03/10/2017, protocollo 0155058/23AB, indirizzata alla società richiedente, all’Ufficio Energia regionale, ai Comuni di Tolve, Oppido Lucano e alla Provincia di Potenza, che la proroga non poteva essere concessa e che si dovevano sospendere immediatamente i lavori iniziati. Nella stessa nota, la Regione, invitava i Comuni a vigilare per quanto di loro competenza.

Ma tant’è

Al contrario i cantieri continuano ad essere operativi. Il Comune di Oppido Lucano, non solo non avrebbe vigilato riguardo alla sospensione dei lavori, ma a sostegno dell’opera esibisce un documento, trasmesso al Dipartimento Ambiente della Regione, nel quale sostiene la tesi che non è necessaria alcuna Valutazione di Impatto per il raddoppio del cavidotto, poiché si tratterebbe di una variante non sostanziale.

Eppure, i cavidotti del costruendo parco eolico di Tolve, convogliati presso la nuova stazione elettrica in contrada San Francesco, agro di Oppido Lucano, configurerebbero un effetto cumulo di impianti elettrici nella medesima area. Per questo sarebbero assoggettati al Dlgs n°28/2011, titolo II, capo I, art. 4, comma 3: ”Al fine di evitare l’elusione della normativa di tutela dell’ambiente, del patrimonio culturale, della salute e della pubblica incolumità… per quanto attiene all’individuazione degli impianti e al convogliamento delle emissioni, le regioni stabiliscono i casi in cui la presentazione di più progetti per la realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili e localizzati nella medesima area o in aree contigue sono da valutare in termini cumulativi nell’ambito della valutazione di impatto ambientale (VIA)”.  A quanto pare la Regione Basilicata avrebbe escluso questa fattispecie.

L’Ufficio Compatibilità Ambientale della Regione, infatti ,il 30 novembre 2017, ridetermina il termine di validità della Via (Valutazione di Impatto Ambientale) già rilasciata nel 2013. (Continua nella pagina successiva)