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Il Parco Maledetto. Chi e perché ha voluto quell’impianto eolico a Oppido Lucano?

Continua la nostra inchiesta sull’affare “energia del vento” in Basilicata. In questa terza puntata ci occupiamo di anomalie e presunte violazioni che ricorrono con frequenza nelle procedure per la realizzazione di parchi eolici

La fidejussione bancaria

Oltre all’obbligo che i lavori sarebbero dovuti iniziare perentoriamente dopo il deposito dell’indagine ambientale e del progetto esecutivo, nessuno dei due documenti era stato trasmesso al 4 giugno 2015. I lavori, dunque, sarebbero iniziati senza indagine ambientale, preventiva alla progettazione esecutiva. Ma fatto ancora più grave è rappresentato dal deposito della fidejussione bancaria.

La Save O. L. srl aveva, tra gli altri, l’obbligo di presentare una fidejussione bancaria per la dismissione dell’impianto al termine della vita utile (30 anni). Obbligo “rispettato” con una fidejussione, a favore della Regione Basilicata, rilasciata dall’Ilfa Leasing spa che garantisce una copertura di 615mila euro per il periodo 10 maggio 2015 al 10 maggio 2020. Il documento non sarebbe mai stato sottoscritto dal beneficiario, ossia dalla Regione. Non solo. La Ilfa Leasing non è nell’elenco delle società autorizzate al rilascio di garanzia nei confronti del pubblico (quali le fidejussioni a favore di enti e amministrazioni pubbliche o a imprese e privati in genere). E’ stata cancellata dall’elenco il 9 marzo 2016, con provvedimento della Banca d’Italia. Questo documento è stato poi sostituito con un altro valido?

 La sede della Save Oppido Lucano srl e le scatole cinesi

In data 3 maggio 2016 risultano agli atti della Regione Basilicata due comunicazioni trasmesse dalla società Save Oppido Lucano srl, tramite due Amministratori Delegati della stessa società domiciliata contestualmente a Nocera inferiore (Salerno) e Brescia in un capannone industriale abbandonato in via Brozzoni, 8. Quest’ultima sede legale avrebbe intralciato le comunicazioni tra le parti in relazioni alle diverse contestazioni e a contenziosi sull’apertura del cantiere e sui lavori.

Nel verificare la visura storica della Camera di Commercio ci sembra di essere finiti su una bancarella di scatole cinesi. Il titolare ultimo del Parco eolico è attualmente la European Energy, succeduta ad una società tedesca, la Windpark Oppido Gmbh, che era in quota pari al 100% nei confronti di un’altra società la Norddeutsche Landesbank Girozentrale Nord / Lb.

Quindi dalla C&C Energy srl, passando per la C&C Oppido Lucano srl, attraversando la SAVE Oppido Lucano srl, siamo finiti alla European Energy. Sulle società tedesche in assalto all’eolico lucano, cercheremo di capire meglio nelle prossime puntate. E cercheremo anche di capire meglio tutto il resto.

Ma quel parco a che serve? Il vento dov’è?

La domanda giusta sarebbe “a chi serve?”. E sì, perché a quanto pare, le qualità anemologiche del sito (velocità e direzioni prevalenti del vento) sarebbero state valutate esaminando i dati provenienti da un solo anemometro posizionato in località Cugno di Giorgio, in prossimità di San Chirico Nuovo, ignorati gli altri anemometri presenti in loco. La relazione anemologica fa riferimento a “generiche condizioni del vento nella zona di Oppido Lucano”. Insomma, non si capisce se il vento c’è o non c’è. Sembrerebbe scarso. E allora perché si è realizzato il parco? La risposta potrebbe essere semplice: per incassare gli incentivi. Ma in questo caso e non solo, la risposta potrebbe essere un’altra. Alla prossima puntata.