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Taranto da Cenerentola pugliese a principessa lucana foto

Il Comitato Cittadino “Taranto Futura” ha proposto il referendum affinché Taranto e provincia, vengano annesse alla Basilicata.

“Taranto da cenerentola pugliese a principessa lucana potrebbe non essere una bella favola, ma la realtà” chi parla è Nicola Russo.

Entriamo subito nel merito dando concretezza alla questione mossa dal Comitato Cittadino “Taranto Futura” di cui Nicola Russo è il coordinatore, che ha proposto il referendum affinché Taranto e provincia, vengano annesse alla Basilicata. Oggi infatti si raccolgono le firme dalle ore 17 e 30 alle ore 21 in Piazza della Vittoria a Taranto.

Questi i vantaggi principali del passaggio, che il promotore del referendum ci elenca:

1) Il 50% dei consiglieri regionali e aumenti dei rappresentanti al parlamento; 2) Il porto e l’aeroporto di Taranto come uniche strutture di tale tipo in Basilicata, con Taranto esposta al centro del Mediterraneo, e con conseguenti benefici commerciali e di trasporto turistico; 3) Taranto, Potenza e Matera sedi per gli scambi culturali e commerciali con i paesi del Mediterraneo; 4) lo sviluppo economico, turistico e culturale del corridoio ionico-lucano e calabrese, anche nella parte orientale della provincia di Taranto; 5) Sanità  efficiente, oggi a Matera si fa la risonanza magnetica nello stesso giorno della prenotazione; 6)  Zona ZES da implementare; 7) riduzione del costo della benzina nel territorio della provincia di Taranto e rivisitazione progetto Tempa Rossa; 8) Taranto città metropolitana, con tutti i benefici economici e finanziari per l’ intera Basilicata e per la città stessa, visto che Potenza e Matera non hanno i requisiti demografici per diventare città metropolitana; 9) Stazione di Taranto come snodo strategico per andare in Calabria o verso l’Adriatico e nel Salento, nonché  snodo strategico per portare i turisti provenienti con il treno ad alta velocità o con aliscafi dal litorale lucano e dal nord della Calabria; 10) dentro l’aeroporto di Grottaglie,  potrà  essere creato lo snodo ferroviario sulla rete che porta a Brindisi, nonché  il raddoppio ferroviario della stessa tratta Taranto – Grottaglie; 11) rivisitazione della tratta ferroviaria Taranto – Potenza – Salerno e dei collegamenti nel territorio ionico-lucano-calabrese; 12) accademia navale della Basilicata, con sede a Taranto; 13) a Taranto, con l’Università della Basilicata, la Facoltà di Medicina, di Ingegneria Ambientale e la Facoltà delle politiche agricole, compresa miticoltura e pescicoltura o piscicoltura, che dir si voglia; 14) Il progetto grande Lucania, fino a ricomprendere il Cilento – progetto parco archeologico della Magna Grecia, come da disegno di legge; 15) a Taranto, il tribunale regionale delle acque pubbliche.

Nicola Russo fa presente che ”storicamente siamo legati alla Basilicata e alla Calabria molto di più di quanto siamo affini a Lecce o a Brindisi. La Regione Puglia è una grande invenzione politica e territoriale di Bari e di Lecce. Quando Taranto entrò in Puglia nel ‘900, già Bari e Lecce si erano spartiti il territorio con tutte le conseguenze del caso. Oggi quindi noi assistiamo ad una legge regionale, per quanto riguarda le elezioni del consiglio regionale, che vede Taranto penalizzata con la conseguenza che noi abbiamo pochissimi rappresentanti nella Regione Puglia”.

E noi facciamo un po’ di storia per vedere se risponde a verità ed anche per vedere se è tanto sacrilego chiedere che la città di Taranto passi dalla Regione Puglia alla Basilicata. Vedremo che la storia ci indica annessioni e divisioni, combinate e scombinate, ora qui, ora là, sottomissioni o predomini, avviate in base a poteri e vantaggi di parte.

Con il Regno d’Italia costituito nel 1861, la Puglia fu divisa amministrativamente nelle province di Foggia, Bari e Lecce e a queste si aggiunsero nel ‘900 le province di Brindisi e Taranto.  Nel 1946, durante i lavori dell’Assemblea Costituente della Repubblica Italiana, venne avanzata la proposta di fare della Puglia e del Salento, due regioni distinte.

Il 17 dicembre 1946, dopo la relazione di Giuseppe Codacci Pisanelli, la Regione Salento fu istituita sulla carta, ma quando si arrivò alla ratifica in aula, essa non era più prevista. Stando all’intervento in assemblea del socialista Vito Mario Stampacchia, la Regione Salento sarebbe stata sacrificata in seguito a un accordo fra DC e PCI, in difesa dei forti interessi economici baresi. Le funzioni della regione Puglia, benché già definite, furono poi attuate solo nel 1970.

Nel 2004 viene poi istituita la sesta provincia pugliese, la provincia BAT, Barletta-Andria-Trani comprendente come capoluogo tre grosse città e complessivamente dieci comuni scorporati dalle province di Bari e Foggia. Questa provincia è diventata pienamente operativa con le elezioni provinciali del 2009.

Quindi la Puglia ha 6 province contro le 2 della Basilicata. Nell’età moderna, la Basilicata fu in gran parte sottoposta alla giurisdizione di Salerno,  mentre Matera e la Murgia fecero parte della Terra d’Otranto.

La Terra d’Otranto è una regione storico-geografica, un’antica circoscrizione amministrativa, prima del Regno di Sicilia, poi del Regno di Napoli e successivamente del Regno delle due Sicilie. Divenuta parte del Regno d’Italia, fu definitivamente smembrata nel 1927.  Nel 1663 venne creata una nuova provincia per la Basilicata, per assicurarne un maggiore controllo, con capoluogo a Matera.

Tanto nel Regno di Napoli che in quello delle Due Sicilie, la Basilicata costituì sempre una sola provincia. Nel 1663 il capoluogo scelto fu Matera, in seguito, nel 1806 si decise di spostare la sede a Potenza. Con identica configurazione la Basilicata entrò nel Regno d’Italia.  Con la legge  del 1927 la creazione della provincia di Matera, spezzò la secolare unità, ricomposta al momento della progettazione delle regioni.

Dal 1º gennaio 1948 la Basilicata è una regione della Repubblica Italiana, ma solo nel 1970 furono attuate le sue funzioni. E i Lucani? I Lucani  hanno trovato sempre interesse per Taranto. Già a partire dalla seconda metà del IV secolo a.C.  cominciarono a volerla conquistare perché era la più importante città della Magna Grecia sullo Jonio, grazie al commercio con le popolazioni dell’entroterra e la Grecia stessa.

Ma questa volta non sarebbe una sottomissione di Taranto, se venisse annessa alla Basilicata, perché come riferito nel primo punto sopra, avrebbe il 50% dei consiglieri regionali e aumenti dei rappresentanti al Parlamento. Basterebbe già questo e tutto il resto verrebbe da sé.

Questo la porterebbe ad avere più peso politico e garanzia di sviluppo, senza contrasti da parte di Potenza e Matera, anche perché ce ne sarebbe per tutti e quindi farebbe bene anche alla stessa Basilicata, che ora non avendo sbocchi, porto e areoporto, non riesce a far esplodere, come dovuto, tutte le sue potenzialità.

Taranto è una pentola a pressione, il referendum non è una provocazione ma la convinzione che Taranto in Puglia viene trattata male, per cui è giusto che possa essere valorizzata laddove possono esserci maggiori e migliori opportunità e che il popolo tarantino possa esprimersi a tal riguardo.

Vito Piepoli