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Contaminazione Itrec: “Procura certifica che elementari misure di precauzione e protezione non sono state prese”

"Ci volevano far credere che i dati emersi fossero frutto di incompetenza"

E così, finalmente, è il caso di dirlo, qualcosa si muove. Su disposizione della Procura distrettuale di Potenza sulla base delle indagini condotte dai Carabinieri del Noe di Potenza è stato disposto il sequestro preventivo di 3 vasche di raccolta delle acque di falda e della condotta di scarico dall’impianto nucleare Itrec di Rotondella.

L’urgenza serve soprattutto ad evitare che si continui, imperterriti, con lo scempio dello scarico nel mare Jonio di acqua contaminata proveniente dal sito. Lo smantellamento potrà proseguire, ma obbligherà i responsabili di Sogin – sotto la diretta vigilanza della Procura, come riferito dal procuratore Curcio – ad adottare le indispensabili misure a tutela dell’ambiente e della salute pubblica che fino ad oggi non sono state prese.
Finalmente anche la Procura certifica che le più elementari misure di precauzione e protezione per la popolazione e il territorio ad oggi non sono state prese! Ed è, secondo noi, solo la punta dell’iceberg. Da troppo tempo le nostre amministrazioni territoriali “​dormono sonni tranquilli”​, come poco profeticamente si sono sentiti rispondere gli attivisti del movimento qualche tempo fa da un beato sindaco del comprensorio​, il quale ancora insiste che all’interno del perimetro Itrec sia tutt’appost (buon per lui!). Ci volevano far credere che i dati “non addomesticati” che, ormai, sempre più spesso, si riesce a tirar fuori dalle analisi effettuate fossero frutto di errori ed incompetenza. ​Purtroppo non è così.

Ci volevano far credere che i registri dei tumori e gli aumenti incontrollati di patologie legate all’inquinamento che stanno colpendo i cittadini di tutta l’area fossero frutto di qualche “caso statistico”. ​Purtroppo non è così.

Ci volevano far credere che le iniziative di denuncia e di controllo effettuate da anni dagli attivisti del movimento e di tutte le associazioni ambientaliste fossero il frutto di allarmismo insensato di qualche esaltato da compatire. ​Purtroppo non è così.

Ci volevano far credere che i fondi della compensazione ambientale messi ogni anno a disposizione dei Comuni dell’area fossero un “​bonus da utilizzare per regalare ricchi premi e cotillons e, magari, per assegnare qualche appalto agli amici degli amici “invece di fare un severo controllo e monitoraggio del territorio”. Purtroppo non è così. .

E ora? Cosa succederà ora alla nostra economia già in profonda crisi e che viene mortalmente colpita da disastri ambientali proprio nel cuore delle attività dell’agroalimentare e del turismo?

Cosa succederà ora alla nostra salute già compromessa da un sistema sanitario che si è voluto portare al collasso e smantellare per permettere solo a chi ne ha la possibilità di curarsi fuori regione o in strutture private?

Cosa succederà ora al nostro territorio, devastato così selvaggiamente e così malamente custodito e presidiato proprio da chi aveva il dovere di controllare e difendere, non solo per sè, ma anche per lasciare intatto questo patrimonio ai propri figli? Caduto completamente il velo sulle trivellazioni, sui rifiuti, sul fallimento completo del modello Basilicata è tempo di cambiare passo.

Sin da ora, insieme, iniziamo a rimuovere le macerie morali e materiali che ci sono state lasciate. Ci alzeremo insieme, ci rialzeremo tutti, la Basilicata ha iniziato a sollevarsi in piedi il 4 marzo scorso. E state sicuri che una volta in piedi, ricominceremo a camminare, un passo alla volta, ma da ora in poi sempre a testa alta.

Movimento 5 stelle Policoro