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La Basilicata ha risolto tutti i suoi problemi. Vito Santarsiero eletto presidente del Consiglio Regionale

Tra ipocrisie, menzogne e retorica il Pd e i suoi alleati hanno messo in scena l’ennesimo teatro della vergogna

Loro vivono in un altro mondo. Quello delle stanze di via Anzio, tra il palazzo della Giunta e quello del Consiglio, tra i palazzi dei dipartimenti e le trattorie che hanno sostituito le sezioni di partito. Li capisco. Hanno i loro riti, le loro liturgie. Da un anno all’altro, da un mese all’altro, ogni giorno devono affrontare problemi, anche quelli problemi loro. Chi e perché deve fare l’assessore, chi e perché deve fare il presidente del Consiglio regionale, il vice presidente, il segretario. Quali vantaggi da quella nomina può ricavarne l’uno e quali sconfitte l’altro a mio vantaggio.

E’ un altro mondo. Dove il senso assume direzioni ignote e significati incomprensibili per noi cittadini. Il buon senso e un minimo di cultura istituzionale avrebbero suggerito un presidente del Consiglio autorevole, sopra le parti, garante dell’importante lavoro assembleare. Ma questo appartiene al mondo normale. Nel loro mondo conta altro. Conta la cosiddetta ricerca di un “equilibrio”. Che sarebbe una condizione nella quale ogni esponente di partito, ogni capo corrente, ogni pretendente a una qualunque poltrona, è accontentato nei limiti della soddisfazione dell’altro e viceversa. L’equilibrio dell’ubriaco. Perché tanto tra un mese, due, un anno, le condizioni cambiano e l’equazione salta. Ed eccoli alla ricerca di un nuovo equilibrio interno. E così via.

Nel loro mondo il lavoro che conta è la manutenzione continua del consenso resa sempre più complicata dal continuo susseguirsi di gare elettorali. Il che sarebbe normale, anzi doveroso in una democrazia. Il problema è che loro fanno manutenzione del consenso con mezzi e attrezzi assolutamente impropri. E lo fanno non per affermare un progetto di sviluppo, un’idea di Basilicata, una visione del futuro, no. Lo fanno per accumulare potere e ricchezza, per mantenere i loro “casati” e magari per conquistarne altri.

L’elezione dei presidenti del consiglio in questa legislatura regionale sono l’esempio di come questa gente tratta le istituzioni. Ma ancora più incomprensibile a noi comuni mortali sono le ragioni per cui di tanto in tanto, o anche spesso, si cambiano gli assessori. Nella logica “superficiale” di noi poveri ignoranti la spiegazione sarebbe semplice. Un assessore si cambia perché non funziona, perché non ha fatto bene il suo lavoro. Se così fosse non si capirebbe il motivo per cui le persone “scartate” da una Giunta o da una poltrona qualsiasi, ce le ritroviamo nuovamente in Giunta con un semplice trasloco da un assessorato all’altro. O ce le ritroviamo su altre poltrone di pari prestigio e potere. Non si capirebbe, appunto. Perché le ragioni sono altre. E ritorniamo al famoso equilibrio dell’ubriaco.

Leggo dichiarazioni di gratitudine e di stima nei confronti dell’ex presidente del Consiglio regionale Francesco Mollica. Dichiarazioni che non condivido. Tuttavia mi chiedo perché quest’uomo “così importante, così bravo, così stimato”, lo sostituite?

Marcello Pittella, per garantire i famosi equilibri, si appresterebbe a un rimpasto in Giunta, l’ennesimo.  Naturalmente assisteremo a manifestazioni di apprezzamento, di ammirazione per il lavoro svolto, nei confronti di chi dovrà mollare la sedia. E qui la domanda è la stessa: se tizio ha fatto bene perché lo sostituite?

Mai che ci fosse un assessore, dall’inizio alla fine della legislatura, che fa il suo lavoro nello stesso posto assumendosi le responsabilità dal primo all’ultimo giorno. Mai. E questo ci fa capire le ragioni vere dell’agire di certi esponenti politici i quali se ne fregano della Basilicata. E se ne fregano anche perché sono incapaci di affrontare le vere questioni dello sviluppo, ma molto capaci di coltivare i loro interessi.

L’equilibrio è salvo, i casati resistono. Tra ipocrisie, menzogne e retorica il Pd e i suoi alleati hanno messo in scena l’ennesimo teatro della vergogna.