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Il Molise, i Cinque Stelle e gli indizi per le elezioni d’autunno in Basilicata

I Cinque Stelle hanno portato a casa un risultato enorme, che fino a poche settimane fa appariva impossibile, ma…

Il Molise ci racconta qualcosa della Basilicata. Molte delle liste a sostegno del Centro destra non erano altro che gruppi di famiglie assemblati alla bisogna. Ex favoriti dalle prebende di Iorio e compagni. Un sistema molecolare di clientele, amicizie, parentele. Molecola su molecola il Centro destra ha messo insieme le cellule per governare la Regione. In Basilicata il sistema è simile, ma meno molecolare e più cellulare. Tante cellule sparse ovunque. Organismi ancora non modificati dalla storia triste di una Regione in continua decadenza. Resistenti all’evidenza e a qualunque ventata di cambiamento. Debitori di prebende e favori. E poi gli altri, gli elettori rispettabili, quelli con il senso di appartenenza a un’idea a una politica, seppure critici, alla fine votano quel centro sinistra, quel Pd che è tatuato nella loro storia personale di cittadini iscritti, militanti, simpatizzanti. Lo stesso si dica per Forza Italia, se ancora esiste. Elettori rispettabili anche in quel campo, ma anche cellule di interessi e debitori. Il quadro, fuori metafora, è abbastanza chiaro. Ne ho già scritto in altri articoli.

In Molise, i Cinque Stelle hanno portato a casa un risultato enorme, che fino a poche settimane fa appariva impossibile. Ma non è bastato a superare lo scoglio di un’incrostazione politica e sociale che parte da lontano. Tuttavia, la Basilicata che vuole cambiare è da questa esperienza elettorale molisana che deve trarre indizi per una strategia del successo.

Da un lato occorre considerare che le forze di sistema conservano nella madia lievito sufficiente a vincere le prossime elezioni d’autunno. Dall’altro non bisogna escludere la possibilità che molecole di centro destra o cosiddette centriste possano aggregarsi a quelle del Pd e soci. Il che renderebbe ancora più difficile l’affermazione di una vera alternativa al sistema.

Il risultato molisano dei pentastellati è anche il frutto di una convergenza dei gruppi e movimenti alternativi (ambientalisti e altri) sul candidato Andrea Greco, magari in piccola misura, ma importante. Ciò ha evitato la dispersione del voto in piccole particelle che avrebbero portato acqua, loro malgrado, al mulino degli avversari.

Ecco, lo ripeto, in Basilicata, tutte le forze che aspirano al cambiamento dovranno “convogliare sul possibile”, evitando inutili frazionamenti in liste e listarelle autonome che, seppure portatrici di contenuti e idee importanti, non avrebbero lo spazio politico ed elettorale per affermarsi. Sarà necessario superare velleitarismi e inutili conflitti personali. E’ su questo che le forze di sistema giocheranno molte carte: dividere gli altri e aggregarsi loro.

Date le circostanze attuali nello scenario politico nazionale, nulla è scontato. Tuttavia, molto dipenderà anche da quel “possibile” che, piaccia o non piaccia, risiede nei Cinque Stelle. Se i pentastellati non sapranno aprire spazi ad altre sensibilità sarà un problema. E tuttavia se quelle sensibilità non capiranno che l’unica speranza è quel “possibile” su cui convergere, saranno destinate ancora una volta a rimanere testimonianza nella società, ma fuori dai circuiti politici delle decisioni.