Basilicata24 - Il quotidiano online di inchieste, approfondimenti e notizie di politica, cronaca, economia, cultura, ambiente, sport - Il quotidiano online della Basilicata dedicato a notizie di politica, cronaca, economia, cultura, sport

Acquedotto Lucano, i debiti, i costi e l’acqua sporca

La pulizia e la sanificazione dei serbatoi di accumulo dell’acqua potabile sono una cosa seria, molto seria

E se la vicenda dei trialometani nell’acqua potabile avesse a che fare con la gestione degli impianti di potabilizzazione e accumulo? Lo chiediamo ad Acquedotto Lucano.

Nell’aprile scorso cinque Comuni del Metapontino hanno fatto la triste esperienza del divieto di uso dell’acqua potabile per scopi alimentari. Le analisi dell’Arpab rilevarono una quantità di trialometani (sostanza cancerogena) superiore alla norma. Quelle dell’Acquedotto Lucano spa, al contrario, non riscontrarono le stesse anomalie nei valori accertati dall’Agenzia per l’Ambiente. Ne è seguita una polemica tra Azienda Sanitaria materana, Arpab e Aql che ha generato molte perplessità e allarmismo tra i cittadini. Dopo qualche settimana tutto sarebbe tornato alla normalità. Probabilmente per un motivo: qualcuno ha pulito l’impianto di potabilizzazione e in particolare i serbatoio di accumulo? Chi? Acquedotto Lucano spa, naturalmente. La società che gestisce il sistema idrico integrato in Basilicata che ha sempre minimizzato e addirittura negato il problema dei trialometani. Ma il problema a quanto pare si ripete.

Il trialometano è un sotto prodotto del Cloro

Il cloro è un disinfettante che agisce sui batteri presenti nell’acqua e sulle superfici, ma a meno che non venga usato in dose elevata non risolve il problema della pulizia. Il cloro uccide gli agenti patogeni come batteri e virus. E chi ha la responsabilità di rendere batteriologicamente pura l’acqua potabile ha un gran da fare per eliminare i batteri, specie se gestisce impianti che servono i rubinetti di migliaia di persone.

I sottoprodotti della disinfezione sono sostanze chimiche, organiche o inorganiche, che si possono formare durante la durante la reazione di un disinfettante, quale il cloro, con materiale con materiale organico naturalmente presente nell’acqua.

Siamo tranquilli sulla gestione di Aql?

Un sottoprodotto di disinfezione da Cloro è il trialometano, e la quantità di trialometano derivato dipende, tra l’altro, dalle dosi di cloro utilizzate e quindi dalla quantità di materia organica presente nei serbatoi

Più sono sporchi i serbatoi più cloro occorre per la disinfezione. Ne deriva che per evitare dosi eccessive di cloro è necessaria una pulizia costante dei contenitori di accumulo e degli impianti di potabilizzazione.

Sarebbe interessante conoscere la quantità di Cloro a cui Aql fa ricorso per disinfettare l’acqua dai batteri. E sarebbe anche interessante sapere quando e come Aql effettua la pulizia degli impianti in Basilicata.

Per essere più chiari: da quando Aql non pulisce i serbatoi degli impianti che gestisce?

Non vorremmo che il problema dei trialometani sia piuttosto diffuso anche in altri rubinetti del territorio lucano.

I costi, i debiti e l’acqua sporca

Ripetiamo. Più gli impianti sono sporchi, perché magari puliti male o a scadenze troppo lunghe, più cloro è necessario per disinfettare e, probabilmente, più trialometani vengono rilasciati nell’acqua.

Per evitare fenomeni come quello del Metapontino e per evitare che ciò accada ( o già accade?) in altre zone della Basilicata, c’è bisogno di una seria e costante manutenzione e monitoraggio degli impianti ( compresa la pulizia dei serbatoi di accumulo). E questo richiede costi, anche alti costi. Ma Aql avrebbe 198 milioni di euro di debiti accumulati negli anni. Una situazione davvero impressionante. Intanto continuiamo ad assistere ai disservizi e a una gestione clientelare delle assunzioni.

E allora, non sia mai che si risparmia sulla pelle dei cittadini? Non sia mai che quella “seria e costante manutenzione e monitoraggio degli impianti ( compresa la pulizia dei serbatoi di accumulo)” venga sacrificata per ragioni di danaro? Ci auguriamo di no, i reati sarebbero gravissimi. E sarebbe il caso che qualcuno dalle parti del tribunale ci dia un’occhiata.