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Alla Regione Basilicata i conti non tornano e le contesse se la spassano

I ristorni del petrolio sono diminuiti, gli sprechi sono aumentati, i tagli dello Stato sono cresciuti, allo stesso tempo regge l’incapacità di utilizzare le risorse europee come leva di sviluppo

In un paio di anni la Regione Basilicata è stata capace di farsi bocciare, prima dal Governo e poi dalla Corte Costituzionale, almeno sette leggi. E non si tratta di norme di poco conto, ma di provvedimenti importanti.

Dalle discariche, alla sanità, dall’eolico al governo del territorio e alla pianificazione paesaggistica. Insomma, una Regione “somara”. Alcune di queste norme sono state nuovamente bocciate anche dopo che gli esperti di Via Anzio ci hanno messo mano in seguito alle osservazioni del Governo in fase di prima bocciatura. Errore reiterato, come lo scolaro che viene bocciato per due volte allo stesso esame. E allora un dubbio legittimo sorge spontaneo: ma questi “ci sono” o “ci fanno”?

E che dire della mancata parifica del bilancio consuntivo regionale 2015, da parte della Corte dei Conti e le conseguenze che oggi siamo costretti a subire? In due anni “gli esperti” di Via Anzio non sono stati capaci di superare le questioni sollevate dalla magistratura contabile. Ai problemi di rendicontazione si sono aggiunte gravi difficoltà nel far quadrare i conti. Il risultato? Il bilancio di previsione 2018 non è stato approvato e siamo finiti in esercizio provvisorio, con tutte le pesanti conseguenze del caso. Non è mai accaduto prima d’ora. Marcello Pittella oltre che come presidente, ha fallito anche come assessore alle finanze.

E perché i conti non quadrano? Semplice. I ristorni del petrolio sono diminuiti, gli sprechi sono aumentati, i tagli dello Stato sono cresciuti, allo stesso tempo regge l’incapacità di utilizzare le risorse europee come leva di sviluppo. Questa Regione, dunque, dipende dal petrolio ed è governata da gente inadeguata. Per queste ragioni la Basilicata è bloccata. Ingessata nei suoi mali vecchi e nuovi, lenta, confusa, spaesata. Una Regione a rischio fallimento come, del resto, lo è più della metà dei Comuni lucani.

A via Anzio i conti non tornano e le contesse se la spassano. Loro sono sempre all’aperitivo mentre la Basilicata è alla frutta.