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Il collaboratore ideale della senatrice 5 Stelle: Senza coniuge e senza figli

Quali sono i requisiti per diventare collaboratore di un parlamentare Cinque Stelle?

In queste settimane i neo eletti pentastellati in Parlamento e Senato hanno scelto chi dovrà affiancarli nel corso del loro mandato. Persone di fiducia, competenti, lavoratori indefessi. Mica scartine o i soliti raccomandati della politica insomma! La dura vita del collaboratore Cinque Stelle è appena iniziata e credetemi, “dura” è un eufemismo.

 Quali sono i requisiti per diventare collaboratore di un parlamentare Cinque Stelle?

Ce lo spiega, in un lungo post, la senatrice lucana Agnese Gallicchio, la quale dopo aver fatto una selezione tra diversi curricula il suo uomo di fiducia, competente, bravo, e meritevole, lo ha trovato. Certo, non è stato facile, considerato i requisiti richiesti.

Cari amici pentastellati, subito dopo le elezioni vi ho manifestato la mia intenzione di selezionare un collaboratore tra tutti coloro che mi avrebbero inviato il proprio curriculum. Successivamente, la mia adesione un po’ forzata alla Commissione Difesa e il desiderio di aderire anche al ulteriori Commissioni come Industria, Sanità ed Ambiente, mi hanno indotta a dotarmi di due collaboratori, dei quali uno conoscitore e depositario dei temi lucani”. Questa la premessa che ci introduce nel metodo di valutazione utilizzato dalla cittadina attivista in Senato che aggiunge : “Nel sottolineare che l’esame dei curricula di taluni professionisti lucani ha destato in me vera ammirazione e stima, nonché un positivo imbarazzo per la scelta che dovevo fare, confesso che sono stata facilitata nella scelta dall’aver considerato svariate caratteristiche, da me ritenute pure necessarie, che talvolta esulano dal profilo esclusivamente professionale”.

Le caratteristiche considerate? Vanno dal rinunciare alla propria professione, al non candidarsi durante il suo mandato, all’essere competente. E non solo.

Scrive la portavoce Gallicchio: “Deve essere immediatamente disponibile (Il collaboratore ideale ndr), come richiede questo particolare clima di tensione dovuto sia alle guerre in Medio Oriente che alle minacce derivanti dal terrorismo internazionale di matrice islamica”.

Me lo immagino il collaboratore ideale a combattere in Medio Oriente o a fronteggiare un tagliagola dell’Isis sulla scalinata di Piazza di Spagna dopo aver dormito, male, su un materasso malandato in un asfissiante monolocale di Roma preso in fitto per assolvere al suo compito. Eh sì perché come se non bastasse l’esser pronto per guerre, catastrofi e Isis il collaboratore ideale “Deve avere capacità di adattamento logistico per gestire la propria vita tra Roma e la Basilicata. Per essere più chiara, la remunerazione economica, pur equa, condizionerà la tipologia della sua residenza romana (nel senso che sicuramente dovrà adattarsi ad una coabitazione insieme ad altre persone, per gli alti costi delle abitazioni)”.

Siamo del M5S mica Berlusconi! Berlusconi chi? Quello del Bunga Bunga? Non sia mai detto. Il collaboratore ideale non solo deve essere pronto alla guerra, all’Isis e allo tsunami ma deve pure dimenticarsi la dolce vita capitolina. E allora? Si troverà una fidanzata o un fidanzato e magari metterà sù famiglia! Eh no, non può fare neanche questo, almeno non se vuole essere il collaboratore ideale per la senatrice Gallicchio che tra i requisiti che l’hanno guidata nella scelta aggiunge: “Non deve avere, possibilmente, affetti famigliari diretti (coniuge e figli) da trascurare. Questa caratteristica che a taluni può sembrare strana, l’ho considerata a parità di altre caratteristiche con altri aspiranti; perché questo lavoro, a farlo bene come voglio che si faccia, richiede vero spirito di sacrificio che non deve arrecare sofferenza alcuna, pur minima, ai propri affetti”. Altruista è altruista la senatrice, non c’è che dire. E anche fortunata, perché lei, il suo collaboratore ideale, quello che all’occorrenza va a combattere in Medio Oriente o a fronteggiare un tagliagola dell’Isis sulla scalinata di Piazza di Spagna dopo aver dormito, male, su un materasso malandato in un asfissiante monolocale di Roma e senza nemmeno essersi concesso un modesto Bunga Bunga, lo ha trovato, come lei stessa annuncia: Per tutti i motivi suddetti il mio collaboratore è il sig.(…) di Potenza, che possiede tutte le suddette caratteristiche”.

E gli altri che avevano inviato il curriculum alla senatrice? La portavoce ha un pensiero pure per loro: “Infine, rivolgo un sincero grazie a tutti coloro che hanno risposto al mio appello e che potrebbero essere rimasti delusi; ma, credetemi, ho cercato di fare la scelta più opportuna per il bene del M5S”.

E deve volergli davvero un gran bene al M5S la senatrice se ha trovato il coraggio di essere così tanto trasparente da ammettere di aver dato un lavoro ad un uomo (a proposito le donne sono state scartate per quella loro ‘particolarità’ di fare figli?) sulla base, tra le altre cose, che non abbia coniuge e mocciosi tra le scatole.