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Ente Parco dell’Appennino Lucano. La procedura di selezione del direttore è illegittima

Palese ed insanabile violazione del principio cardine dei concorsi pubblici

“In una logica di leale collaborazione istituzionale e trasparenza amministrativa, l’Ente Parco avrebbe dovuto rappresentare al Ministero vigilante le proprie perplessità in ordine all’opportunità di portare avanti la procedura, così come hanno fatto altri Enti Parco nelle medesime condizioni.” Così si esprime il Ministero dell’Ambiente nei confronti dell’Ente Parco Appennino Lucano in relazione alla procedura di selezione per la nomina del direttore.

Ma questa gente ci è o ci fa? Su 20 partecipanti la scelta ricade sul sempre migliore di tutti Vincenzo Fogliano.

Vediamo i fatti

Il 23 febbraio 2018 l’Ente Parco comunica all’Ufficio di Gabinetto del Ministero per l’Ambiente la composizione della terna da proporre al Ministro per la nomina di Direttore dell’Ente, così come prevede la legge. Tuttavia, l’Ente non aveva trasmesso al Ministero la deliberazione del consiglio direttivo, quella del 29 gennaio 2018 (n.1/2018), con la quale si determinava la terna dei papabili direttori.

Il 7 marzo, il Ministero invita l’Ente a trasmettere la deliberazione del consiglio direttivo, per il previsto controllo di legittimità.

Con una nota del 12 marzo l’Ente Parco trasmette la Deliberazione n. 1/2018, con le proprie considerazioni sull’iter procedimentale seguito.

Con nota del 26 marzo Il Ministerro, ravvisando elementi di illegittimità della procedura, sospende la deliberazione n. 1/2018 chiedendo di far conoscere entro dieci giorni quali iniziative l’Ente intendesse assumere al fine di ricondurre l’azione amministrativa a legittimità.

Con nota del 5 aprile di riscontro, l’Ente Parco chiede al Ministero di segnalare i profili di illegittimità riscontrati nella deliberazione n. 1/2018 per porli “come presupposti a fondamento di un eventuale provvedimento di revoca ovvero annullamento d’ufficio”.

Il Ministero risponde, il 16 aprile, con una dettagliata nota che rileva tutti i profili di illegittimità della procedura seguita per la selezione della terna dei papabili direttori (Larocca Michelin, Fogliano Vincenzo, Logiurato Antonella).  Alla selezione hanno partecipato 20 professionisti.

Il ministero lamenta la scarsa collaborazione istituzionale e trasparenza amministrativa da parte dell’Ente Parco e richiama alcune gravi anomalie e profili illegittimi nella procedura di selezione della terna. Ma il fatto più grave riguarda la mancanza dei requisiti di legge in capo ai nomi selezionati.

Scrive il ministero: “(…) Infine, i soggetti che compongono la terna inviata al Ministro, al momento della deliberazione n. 1 del 29 gennaio 2018 non erano ancora inseriti nell’elenco degli abilitati allo svolgimento dell’incarico di direttore di Parco, in quanto il decreto direttoriale è stato emanato in data 14.2.2018: ne deriva che i tre nomi individuati non possedevano il requisito né al momento del bando, né al momento della domanda né infine al momento della deliberazione n. 1/2018. Anche sotto tale profilo, la deliberazione n. 1/2018, avendo individuato una terna di nomi non iscritti all’Albo degli idonei all’esercizio dell’attività di direttore di ente parco nazionale è illegittima.”

Il ministero aggiunge e conclude: “Alla luce delle molteplici illegittimità riscontrate, la deliberazione n. 1/2018 del 29.1.2018 adottata dal Consiglio Direttivo di codesto Ente è annullata, ciò posto l’Ente parco dovrà procedere con urgenza ad avviare un nuovo procedimento di selezione per la nomina del direttore, nonché ad avviare un procedimento di selezione interna per assicurare, nelle more dell’espletamento della nuova procedura di selezione del direttore, la dovuta rotazione dell’incarico per il direttore facente funzioni che, in ogni caso, dovrà essere conferito ad un dipendente apicale dell’Ente, per un tempo determinato, con riferimento a compiti specifici, non prevalenti della qualifica di direttore. Inoltre, con la stessa urgenza, codesto Ente dovrà notiziare questa Amministrazione in ordine agli atti deliberativi adottati sia per il procedimento di selezione del direttore, che per quello di facente funzioni.”

A che punto siamo? L’Ente ha risposto alle prescrizioni ministeriali?

 Quelli del Parco ci sono o ci fanno?

Dai gravi rilievi ministeriali sembrerebbe che “ci fanno”. E cioè sanno bene quel che fanno. E lo farebbero nella speranza che nessuno li scopra. L’Ente non è nuovo a vicende che lo hanno visto coinvolto in indagini giudiziarie. Dalle assunzioni, all’illegittimo conferimento di incarichi dirigenziali, fino alla contestata gestione finanziaria e dei rimborsi. Ce ne siamo occupati in diverse occasioni, denunciando intrecci clientelari, assunzioni sospette, bandi di gara dalle dubbie procedure, incarichi dirigenziali e salti di carriera stravaganti. Ora, anche alla luce delle contestazioni ministeriali, i cittadini potranno meglio valutare le condizioni di trasparenza e lealtà dell’Ente Parco. Aspettiamo un segnale dalla politica.

Delibera 29 gennaio 2018

Nota Ministero Ambiente