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Eolico selvaggio. A Balvano l’inquinamento acustico c’è foto

Accertato il superamento dei valori limite di rumore differenziale di immissione. Il sindaco faccia qualcosa

Ci siamo già occupati dell’impianto eolico in contrada Cupolo a Balvano. In un’area qualificata come zona agricola ordinaria, a non oltre 50 metri dall’abitazione di Giovanni Bovino sono stati installati a partire dal 2014, sedici generatori per la produzione di energia eolica. Giovanni è il signore che voleva impiccarsi sotto la pala eolica.

Sedici procedure abilitative semplificate, frazionamento in sedici particelle, sedici opere in cemento per la collocazione di sedici generatori, ognuno dei quali con una potenza di 60 kW o giù di lì.

Giovanni e sua moglie vivono circondati dal rumore, dall’ombreggiatura intermittente, dal pericolo costante. E’ l’ennesima testimonianza di una vittima dell’eolico selvaggio.

Giovanni ha lavorato 30 anni in Germania prima di costruirsi la casa. Voleva vivere in pace e invece la pace è stata repentinamente interrotta da quelle torri che violentano ogni giorno la sua esistenza.

Rumori, anche quelli più insidiosi di quando le pale stridono e graffiano contro il motore del generatore. Fenomeno frequente quando si tratta di impianti rigenerati, obsoleti e con scarsa manutenzione.

Ma l’Arpab? Si sarebbe recata sul posto quando i generatori montati erano la metà degli attuali 16. Giovanni li ha invitati a ritornare ad impianto completato. I tecnici dell’Agenzia per l’ambiente non si sono più visti.

Il rumore prodotto dai generatori, l’ombreggiamento intermittente, l’inquinamento luminoso, era già stato abbondantemente documentato da un nostro servizio video del 27 marzo scorso.

Ma il signor Giovanni, nel frattempo aveva commissionato lui, a sue spese, a uno studio di ingegneria qualificato, una valutazione dell’impatto acustico sulla sua abitazione.

Ebbene questa la conclusione nella relazione dello Studio Engineering Consulting:

“In merito all’applicazione del criterio differenziale, quest’ultimo risulta superato in ogni ambiente abitativo; nonostante l’abitazione disponga di un alto livello di isolamento acustico e termico quali cappotto termico da 10 cm e doppio infisso. Va precisato che nella campagna di misura le sorgenti in esercizio erano ben 12, ed oggi tale situazione è cambiata avendo come sorgenti di rumore ben 16 aerogeneratori in esercizio. (…) Oltre al disagio acustico, si verificano problematiche legate all’inquinamento luminoso dovuto alle luci presenti sulla navicella di ben 5 aerogeneratori. Tale disagio si verifica ovviamente la notte nella camera da letto dove la stessa viene”colpita” ad intermittenza dal fascio luminoso. L’intermittenza è dovuta al fatto che l’elica dell’aerogeneratore si trova a coprire nel suo movimento rotativo la sorgente luminosa”.

Lo studio è naturalmente esplorativo in quanto i tecnici non hanno potuto contestualizzare il rumore ambientale e residuo non potendo intervenire direttamente sullo spegnimento delle sorgenti rumorose (generatori). Cosa che potrà fare un eventuale Ctu nominato dalle autorità competenti.

Stessa situazione, forse peggiore, considerate le condizioni accertate in un nostro servizio, dovrebbe registrarsi in contrada Serra dei Visconti, sempre a Balvano.

Il Tar della Basilicata con la sentenza del 21 agosto 2017 n.590 ha stabilito che “l’avvenuto superamento dei valori limite di rumore differenziale di immissione stabilito dalla vigente normativa, è sufficiente a concretare l’eccezionale ed urgente necessità di intervenire a tutela della salute pubblica. Vale adire che le autorità, sindaco in primi, devono intervenire per bloccare le turbine eoliche che causano l’inquinamento acustico.

Il sindaco di Balvano, se davvero ha a cuore la salute dei suoi concittadini, faccia qualcosa.