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Nomina Aql: “Per il Pd l’occupazione delle postazione è diventata autentica ossessione”

Il consigliere Benedetto commenta la recente nomina ad Acquedotto lucano

 

Capisco che l’attaccamento alle cose, quando gli uomini si avvicinano alla fine della propria esistenza, può rappresentare un fattore istintivo. Stessa cosa succede al Pd lucano per il quale mi sembra però sia diventata un’autentica ossessione. Mi riferisco all’imminente nomina di Giandomenico Marchese ad amministratore di Acquedotto Lucano. Come se l’elezione più recente del nuovo Presidente del Consiglio Regionale non fosse bastata a soddisfare l’appetito di poltrone, il Pd prosegue sulla strada dell’occupazione di ogni postazione di potere.

E a nulla sarebbe valso il tentativo di opposizione e Comuni, “non annessi” dal Pd, di ribaltare il “gioco dell’occupazione” perché le regole sono saldamente nelle mani degli uomini del Pd, potendo contare sul 70 per cento della platea azionaria. Sia chiaro: non ho nulla contro il dott. Marchese, dirigente e funzionario della Regione da anni e di comprovata esperienza professionale. Piuttosto non capisco perché debba accettare una nomina che arriva a solo 6 mesi dalle nuove elezioni regionali che, sono certo, daranno una svolta politica e civile nella gestione della Regione e degli enti subregionali.

So bene che l’incarico di amministratore dura tre anni ma con una nuova assemblea consiliare e una nuova maggioranza so altrettanto bene che molte cose cambieranno, specie per rendere moderno ed efficiente quella società che in questi giorni non sta certo brillando per capacità di intervento nella grave situazione di emergenza idrica dei comuni del Metapontino.

Parliamo della società più importante della Basilicata per fatturato, appalti, dipendenti, utenze, che, a detta degli utenti lucani, ricorda molto l’Acquedotto Pugliese, l’ente sul quale il detto popolare più diffuso è “ha dato più da mangiare che da bere”. Ed è il caso di ricordare che nel referendum del 2011 il 97 per cento dei lucani votò per l’acqua “bene pubblico” e non certo per “bene del Pd”.

Nicola Benedetto, consigliere regionale Basilicata