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Industria e ambiente, se ne discute in un seminario con Ires Cgil e Università di Salerno

Il 19 luglio a Potenza, il 20 al campus di Fisciano

Il bilanciamento difficile. Industria ed ambiente dal secondo dopoguerra ad oggi”. Questo è il titolo del seminario di studi organizzato dall’Ires Cgil Basilicata in collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno e patrocinato dalla Società Italiana di Storia del Lavoro, che si terrà il 19 luglio a Potenza dalle ore 10 nella sede della Cgil in via del Gallitello e il 20 luglio al Dipartimento di Scienze Politiche Sociali e della Comunicazione del campus di Fisciano sempre dalle ore 10.

Nel corso delle due giornate, trenta ricercatori provenienti dai principali atenei italiani e da alcuni atenei europei si confronteranno sul complesso e delicato equilibro tra lavoro industriale e criticità ambientali e sui rapporti di negoziazione, collaborazione e conflitto che questo genera tra i vari attori sociali, politici ed economici che caratterizzano lo spazio pubblico.

A partire dalla discussione di casi di studio vicini nello spazio e nel tempo come ad esempio quello di Taranto e della Liquichimica di Ferrandina, o geograficamente più lontani ma emblematici delle fratture tra spazi contesi e diritti dei lavoratori, – come le politiche di contrasto alla crescita speculativa dei parchi eolici messicani o i conflitti ambientali scatenati dalla presenza dell’ENI in Nigeria – si svilupperà una riflessione su alcuni nodi che abitano lo spazio pubblico e il dibattito politico oltre che gli ambiti di analisi di studiosi e ricercatori.

La giornata di studi si pone l’ambizioso obiettivo di avviare una riflessione su alcuni nodi cruciali con interrogativi e riflessioni sul lavoro post-industriale, sulla relazione tra diritti e lavoro nel mondo che cambia, portando alla luce casi emblematici delle fratture tra spazi contesi e diritti dei lavoratori.

Questioni che, in una regione come la Basilicata, ricca di risorse naturali ed energetiche e con la presenza del più grande giacimento petrolifero in terraferma di Europa, pongono e porranno all’attenzione del decisore pubblico problematiche inerenti il diritto alla salute, la non accettazione del ricatto tra lavoro e salute, tra lavoro e qualità ambientale e della vita, elementi di programmazione mirata a raccogliere la sfida della sostenibilità e della crescita, la sfida di un lavoro dignitoso e orientato al futuro.