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La vicenda Pittella e le verità inascolate di Usb

"Nella sostanza i fatti e le circostanze venute alla ribalta costituiscono una modalità consueta di gestione feudale, clientelare"

La vicenda dell’arresto del Presidente Pittella e di numerosi dirigenti delle ASP e di dirigenti e responsabili di società varie, ha dato sostanza ai comunicati, alle denunce, alle sollecitazioni che l’Unione Sindacale di Base ha portato avanti da sola in questi anni, nel silenzio assoluto di altre Organizzazioni, troppo distratte da attività concertative.

Non a caso negli ultimi comunicati USB denunciava nomine dirigenziali, assunzioni e comandi, approvati con Delibere di Giunta Regionale, che privilegiavano, forzando o superando leggi e regolamenti, adepti, protetti e fedeli appartenenti ai partiti o ai politici vicini al governo regionale e non solo.

Questa precisazione è d’obbligo per sottolineare che questo sistema di potere noi lo abbiamo denunciato da tempo, quindi abbiamo la credibilità e l’autorità per affermare oggi che non ci prestiamo a giochi strumentali di potere, che a volte fanno esplodere un caso, con cinica precisione a orologeria, solo per intercambiare le pedine sulla scacchiera del sistema consolidato di poteri.

Nella sostanza i fatti e le circostanze venute alla ribalta costituiscono una modalità consueta di gestione feudale, clientelare e politica, di nomine, incarichi, bandi, etc., che si ripete da decenni con meccanismi ben collaudati e che, senza dubbio, ha raggiunto negli ultimi anni livelli ormai insostenibili e non più tollerabili.

In particolare dall’inizio degli anni 2000. Ricordiamo a tal proposito le assunzioni dirigenziali, del tutto discrezionali, di 6 dirigenti, fatte nel 2001 in Regione Basilicata, a fronte di un bando cui parteciparono tantissimi funzionari interni, cui vennero preferiti personaggi legati in vario modo ai politici governativi, con curriculum a dir poco imbarazzanti. Possiamo affermare che da quel momento, anche complice l’inquinamento e la devastazione, non solo ambientale ma anche sociale, politica e culturale, provocati dall’arrivo e dal consolidarsi di FIAT e multinazionali del petrolio e dell’energia, si è innescato un degrado etico e politico, che non può essere di certo confinato e non può di certo esaurirsi nelle vicende alla ribalta mediatica di questi giorni.

USB perciò non ci sta a farsi strumentalizzare o ingannare da eventuali fiammate giustizialiste e mediatiche, funzionali a chi ha già programmato solo un avvicendamento nel sistema. Pertanto, nella ferma convinzione che un cambiamento non può essere attuato con le procure, chiediamo alla Magistratura e a tutti gli organi competenti , se davvero si intende cercare verità e giustizia, che indaghino su tutte le procedure di nomine, di bandi, di appalti di opere pubbliche, di autorizzazioni ambientali (VAS, VIA, AIA, ETC.), incarichi e comandi, monitoraggi, etc., attuate dalla fine degli anni ’90 a oggi dalla Regione Basilicata e dagli enti e società collegate (anche in house).

Si ricorda inoltre che USB ha attenzionato più volte anche l’ANAC e la stessa Corte dei Conti.

USB continuerà a svolgere la sua funzione di presidio e di tutela della verità e della giustizia e dei diritti dei lavoratori e degli sfruttati, contro il sistema di privilegi e di favori che quanto accaduto ha fatto esplodere alla ribalta nazionale.

UNIONE SINDACALE DI BASE – COORDINAMENTO REGIONALE BASILICATA