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Il Pd, la questione morale e la bonifica degli spazi politici

Sulla vicenda Pittella il segretario nazionale del Pd prende tempo e i dirigenti regionali litigano

Nel Pd, con grande sforzo, continuano a narrare le ragioni della sconfitta. Una specie di autocritica che punta il dito sull’incapacità di vedere fino in fondo la realtà del Paese. Sul distacco tra il partito e la società, tra il partito e le sacche di disagio che crescevano nelle periferie e nelle fabbriche. E’ vero, hanno pensato che le loro riforme e i loro provvedimenti potessero incidere in modo significativo su una più equa distribuzione del benessere tra i cittadini. Hanno pensato che la razionalità di chi governa potesse essere compatibile con le emozioni e i sentimenti di vaste fasce di popolazione. Pensavano che il Paese fosse abitato da una maggioranza di cittadini istruiti, colti, alfabetizzati alla politica. Che esistesse un ceto medio in crescita di fiducia e di benessere. Tutto sbagliato. Adesso sono loro a dirlo. E aggiungono, quasi a tentare una giustificazione generica, che in fondo la crisi attraversa tutta la sinistra europea e mondiale. E va bene, continuate a discutere e provate a trovare le soluzioni.

Tuttavia, in questa discussione manca un argomento fondamentale, una questione che paradossalmente e, forse, colpevolmente, non trova spazio nel dibattito. E’ la questione morale. Un problema politico di vaste proporzioni che ha travolto il Partito Democratico, soprattutto al Sud, in un vortice di “odio” popolare ben cavalcato dagli avversari politici. Il modo di operare di taluni politicanti nei paesi, nelle campagne, nelle periferie, nelle città ha marchiato di arroganza e di prepotenza il Partito di Renzi. Personaggi sempre disponibili ai piccoli e grandi affari, pronti a favorire Tizio o Caio nelle carriere, nella spartizione degli ingaggi nelle istituzioni. Piccoli uomini e donne che hanno esercitato il loro potere comportandosi come “padreterni” del territorio. Personaggi che hanno sempre evitato il contatto con la gente, che hanno sempre agito nelle segrete stanze, che sono sempre fuggiti dal confronto con l’opinione pubblica. Impegnati nelle beghe interne, nelle lotte tra comitati di affari e confraternite di azionisti. Certo non si può generalizzare.

Tuttavia, questa realtà è esistita ed esiste, è la realtà dei tanti cosiddetti dirigenti e militanti Dem che hanno devastato i territori anche sul piano morale. Loro, con tutti gli eserciti di colletti bianchi e di imprenditori zavorra, hanno costruito un sistema “odioso” che ha sollevato nelle coscienze dei cittadini rabbia e rifiuto. Quelle macerie lasciate nei territori sarebbe il caso di rimuoverle. E poi bisognerebbe bonificare gli spazi politici dalla tossicità di quel sistema malato. Invece sulla vicenda Pittella il segretario nazionale del Pd prende tempo e i dirigenti regionali litigano. Di questione morale neanche se ne parla, loro non la vedono.