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Pittella, per il gip: “deus ex machina, influenza le scelte nella sanità lucana”

Il giudice che ha firmato l'ordinanza di arresto per il governatore lucano, Rosa Nettis: "non si limita alle funzioni istituzionali"

Per il gip di Matera, Angela Rosa Nettis, che ha firmato i provvedimenti di custodia cautelare per i trenta indagati nell’ambito dell’inchiesta che ha investito la sanità lucana, sarebbe il governatore Marcello Pittella il “deus ex machina della distorsione istituzionale” che si è verificata nella sanità lucana. 

Il giudice per le indagini preliminari, che per il presidente della Regione ha disposto i domiciliari, nell’ordinanza di custodia sottolinea inoltre che Pittella “non si limita ad espletare la funzione istituzionale formulando gli atti di indirizzo politico per il miglioramento e l’efficienza della sanità regionale, ma influenza anche le scelte gestionali” delle Asl “interfacciandosi direttamente con i loro direttori generali” tutti da lui nominati. Al presidente Pittella sono contestati i reati di falso e abuso d’ufficio.

 “Pericolo di reiterazione dei reati”.  Scrive il gip, il pericolo di reiterazione dei reati è “quantomai attuale e concreto solo se si consideri che negli ultimi giorni (Marcello Pittella ndr) ha manifestato la volontà di ricandidarsi come Governatore della Basilicata e ciò fa ritenere che continuerà a garantire i suoi favori e imporre i suoi ‘placet‘ ai suoi accoliti pur di consolidare il suo bacino clientelare, potendo contare su appoggi locali, in uno scambio di utilità vicendevoli”

Le indagini che questa mattina hanno portato all’arresto, oltre che del governatore dem anche del direttore generale dell’Asm di Matera e della direttrice amministrativa della stessa azienda (entrambi in carcere) hanno preso il via un anno me mezzo fa a seguito dell’esposto di un dipendente di una ditta fornitrice di servizi che non aveva ricevuto la sua quota di Tfr. 

Le ipotesi di accusa- ha specificato il procuratore capo di Matera, Pietro Argentino-  sono quasi tutte supportate da intercettazioni telefoniche, video e ambientali. Lo stesso capo della procura materana ha poi spiegato che le indagini vanno completate potrebbero esserci quindi ulteriori risvolti.