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Il Festival Città delle 100 scale nell’ex Cip zoo di Potenza

L’ex area artigianale del capoluogo lucano, diventa scenario di un’esperienza di trasformazione urbana e appropriazione civica che durerà diversi giorni

In questa decima edizione del Città delle 100 scale festival, l’ex Cip Zoo di Potenza apre le porte alla comunità e diventa uno spazio abitato da musica, arti performative, danza e incontri. L’ex area artigianale del capoluogo lucano, già alcuni anni fa al centro di una proposta partecipata dal basso per farne il “parco della città”, diventa lo scenario di un’esperienza di trasformazione urbana e appropriazione civica che durerà diversi giorni.

Si comincia con un workshop (dal 14 al 16 settembre) finalizzato a un progetto installativo temporaneo intitolato Conselvatico. L’altro ordine delle cose, a cura di Osa architettura e paesaggio e Volumezero architecture & landscape.

L’apertura al pubblico dello spazio è prevista per domenica 16 settembre alle 19.00 (interverranno Annalisa Metta di Osa e Francesco Scaringi per il festival). La serata proseguirà con dj-set, installazioni sonore e il concerto dei Meteopanik.

Da domenica 16 settembre fino al 24 settembre, per alcune serate, il cartellone internazionale del festival si sposterà dunque nell’ex Cip Zoo. Quest’area restituita alla città ospiterà autori, artisti, performer e danzatori, offrendo un palcoscenico urbano a una parte del cartellone della rassegna di danza e arti performative ideata e prodotta da Basilicata 1799.

La comunità cittadina potrà esplorare una nuova prospettiva sull’area (e dall’area), vivendo il progetto installativo che interpreta il tema di questa decima edizione del festival – fuori/dentro – partendo dallo status quo dello spazio: nel corso degli ultimi anni di abbandono è stato popolato spontaneamente da una variegata comunità di erbe selvatiche. Di qui deriva il carattere prevalente del sito, lo stridore, tra l’incombenza monumentale degli edifici industriali dismessi e la dimensione minuta del microcosmo delle piante.

È un luogo tutto racchiuso nel suo Dentro: un paesaggio inevaso perché recluso e dunque escluso dalla disponibilità di spazio fisico e dell’immaginario della città. Al festival il compito e l’opportunità di portarlo Fuori, restituendolo temporaneamente alla città in un allestimento nuovo, capace di generare un’esperienza di sorpresa, scoperta, stupore.