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Mafia in Basilicata. Un plauso alla Dda e al Procuratore capo di Potenza

Ora si agisca con la stessa capacità e determinazione nella zona della val d’Agri e dell’Agri-Sauro

La situazione nell’area della fascia jonica lucana aveva superato ogni limite. Le denunce e gli allarmi lanciati da questo giornale da ormai otto anni si sono rivelati purtroppo fondati. Bene hanno fatto le forze dell’ordine e la magistratura a sferrare un duro colpo alla mafia del Metapontino con sede operativa a Scanzano Jonico. Un’operazione degna di apprezzamento da parte dell’opinione pubblica.

Evidentemente in questi anni in molti hanno sottovalutato il fenomeno criminale che cresceva a vista d’occhio in quelle zone. Ora che lo Stato dimostra di fare il suo dovere, sono la politica e la società civile ad essere chiamati alle proprie responsabilità.

Il fenomeno mafioso lucano, non si risolve con l’impegno esclusivo delle forze dell’ordine e della magistratura ma con ben altri mezzi, politici, che purtroppo hanno tempi lunghi di produzione dei risultati.  Ed è la politica ad essere in ritardo su questo fronte. Ad una campagna di penetrazione sociale della criminalità organizzata bisogna dare forti risposte politiche e sociali.

Bisogna distinguere l’emergenza, quella vera, cioè che dura il tempo dell’urgenza di ordine pubblico, dalle azioni di lungo respiro, quelle sostanziali che risolvono se non radicalmente quasi completamente i problemi. Perché sgominato un clan, lo sappiamo tutti, se ne fa un altro. Solo se rimuovi le condizioni economiche e sociali di fragilità che nutrono la criminalità, saltano le possibilità che un clan mafioso possa riprodursi.

I processi di penetrazione mafiosa in un territorio sono più complessi di quanto si immagini. E non basta una caserma dei carabinieri, seppure utile e necessaria, a fermarli.

Una situazione già di per se critica sul  piano dei fenomeni criminali, come quella della fascia jonica, può fornire decisivi vantaggi alle organizzazioni mafiose quando entrano in campo fattori ulteriori di rischio: crisi, disperazione, risorse pubbliche. Si sviluppa un senso diffuso di sfiducia nelle istituzioni, e il gioco è fatto.  Crisi e disperazione sono il canale privilegiato di chi intende sottomettere gli imprenditori agricoli e del turismo, i cittadini, i commercianti, all’ordine mafioso.

L’operazione della Dda di Potenza è importante, diremmo storica, perché segna finalmente una svolta nell’impegno investigativo. Svolta che innesca micce di coraggio e di sicurezza nell’opinione pubblica. Sentirsi protetti dallo Stato aiuta il risveglio della società civile nella ribellione contro le mafie.

Tuttavia, dobbiamo rilanciare la questione criminalità organizzata nell’area delle estrazioni petrolifere, di cui ci siamo ampiamente occupati sulle pagine del nostro giornale. Che si agisca ora con la stessa capacità e determinazione nella zona della val d’Agri e dell’Agri-Sauro: un territorio franco, lontano dalla civiltà, dove il gioco mafioso comincia a piacere a molti.