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Di Maio, petrolio: “Senza i decreti basta ambiguità sulla pelle dei lucani”

"La moratoria e l’uscita dal petrolio come hanno chiesto i lucani con il referendum del 2016 dove sono?"

La moratoria e l’uscita dal petrolio come hanno chiesto i lucani con il referendum del 2016 dove sono? I decreti contro air guns e nuovi procedimenti petroliferi dove sono?

La stampa e la tv le domande critiche sul petrolio a Di Maio a Potenza gliele hanno fatte e al di là dei proclami e dei comizi non smentiti da decreti e atti ufficiali in tema di trivellazioni in terra e mare, il quadro che emergerebbe dalle dichiarazioni di Di Maio non è rassicurante: se non arrivano più soldi alla Basilicata e non si trivella nel rispetto della salute non si autorizzano pozzi e decidiamo istanza per istanza con il futuro governatore.

In poche parole lo sloogan che sentiamo da oltre 10 anni a questa parte, quello che hanno ripetuto i vari governi prima e dopo lo sblocca Italia. Dimenticando l’incompatibilità ambientale tutti volevano trivellare la Basilicata in sicurezza e riempirci di soldi, ma con quali risultati?

Ci saremmo invece aspettati un’analisi su quello che è successo in questi anni in Basilicata in termini di incidenti, inchieste giudiziarie, valutazione d’impatto sanitario, smaltimento dei rifiuti petroliferi, danni alle economie agricole e agroalimentari, rischi per l’acqua e il patrimonio idrico di 4 regioni e soprattutto sulla volontà popolare diffusa contro questa speculazione in Basilicata e nel Mar Jonio.

Il movimento 5 stelle al governo esca da tutte le ambiguità e non autorizzi nessun pozzo di petrolio, poi verifichi tutti gli impianti esistenti e chiuda quelli che inquinano. E’ necessario un piano di riduzione sulla produzione dei barili (per ridurre l’impatto ambientale) e di uscita dal fossile nel breve termine, senza aspettare il 2050 e senza rinnovare in automatico le concessioni in scadenza.

Bonifiche e anche risarcimenti. La tutela dell’acqua lucana e la mancanza di leggi in materia ambientale e sanitaria mettono a serio rischio economie che valgono molto più del petrolio e che producono P.I.L. che il fossile a termine non potrà mai dare (dati export ismea). Sviluppo economico con le economie dell’acqua a lungo termine e non sfruttamento petrolifero con benefici per pochi e a tempo determinato. Basta ambiguità sulla pelle dei lucani,vogliamo i decreti.

NOscorie Trisaia