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Matteo Salvini, la Basilicata e i giovani seguaci della Lega foto

Ecco dove ci ha portato questa sinistra post-democristiana che per trent’anni ha indossato camicie neo liberiste e orologi d’oro

L’odio seminato nel terreno del nulla ci aspetta al varco, quando darà i suoi frutti malati. Quando quei bambini esclusi dalla mensa scolastica, a Lodi, saranno adulti feriti dalle umiliazioni nell’infanzia. L’odio ci aspetta al varco. Quando quelle persone di Riace scaricheranno la rabbia della loro deportazione per causa della legge e non della giustizia.

Ecco, c’è un modo semplicissimo per scatenare guerre, violenze, odio: umiliare gli altri. Umiliarli nella dignità di persone umane, farli sentire stranieri indesiderati nella terra che è stata culla delle diversità e della civiltà nel Mediterraneo. È molto semplice produrre odio, basta essere cretini e fare gli imbecilli per raccattare consenso che in fondo a nulla serve.

Seminare odio per raccogliere violenza è un mestiere facile. Basta saper vendere il coraggio nell’involucro della paura, basta spacciare overdosi di ipocrisia nel coppo della credulità. Essere cretino e avere il potere in questo Paese non è difficile. Anzi, negli ultimi decenni la storia ci racconta che per avere potere devi essere cretino o sembrare tale. In un Paese di logorroici senza parole, di analfabeti funzionali, di gente sempre alla ricerca del padre padrone e del pane per la propria famiglia, c’è un solo modo per comandare: sollevare paure o sollevare pagnotte.

In Basilicata, però, è più facile: basta ragliare e tutti capiscono. Non c’è bisogno di diffondere paure, o di promettere pagnotte, basta non farsi capire. Il nulla non ha bisogno di spiegazioni ma di illustrazioni, di illusioni. Capita così che in una regione del profondo Sud esistano i giovani della Lega Nord. Il loro dirigente nazionale per due giorni, venerdì e sabato scorsi, incontra una decina di ragazzi per discutere, si legge in un comunicato stampa, sul “momento difficile nel mondo del lavoro che i giovani stanno attraversando, in questo periodo storico delicato”. In seguito, l’uomo venuto dal Nord inaugura una sede della Lega a Montescaglioso. Com’è possibile che uomini di Salvini abbiano ampi spazi di parola in una città simbolo delle lotte contadine meridionali? Sarà questo uno dei motivi per cui si pensa di abolire la storia dagli esami di maturità?

Ecco dove ci ha portato questa sinistra post-democristiana che ha indossato per trent’anni orologi d’oro e camicie neoliberiste.

Esistono in Basilicata i giovani della Lega di Salvini? Loro, i seguaci lucani di Alberto da Giussano, dicono sì. Tuttavia, questi  ragazzi probabilmente non sanno cosa dicevano i loro coetanei leghisti qualche tempo fa al congresso dei giovani padani: “Ci siamo rotti i coglioni dei giovani del Mezzogiorno, che vadano a fanculo i giovani del Mezzogiorno! Al Sud non fanno un emerito cazzo dalla mattina alla sera. (…) Sono così, loro ce l’hanno proprio dentro il culto di non fare un cazzo dalla mattina alla sera…”

Sta di fatto che in Basilicata la Lega fa scena quando può e come può. In fondo, come confessano alcune fonti interne autorevoli, è sempre sul ring. Un ring dove si prendono a cazzotti tra loro. Su che cosa litigano non si sa bene. Dicono che la “confraternita” legata al senatore Pepe stia tramando per un inciucio con il Pd. Mentre, confessa la stessa fonte, i concorrenti capeggiati dal capo regionale sono dei poveracci per via dell’inconsistenza politica e intellettuale del segretario lucano. Rimane il fatto che nessuno ha ancora capito quali danni vogliono fare alla Basilicata i leghisti lucani. Forse non lo sanno neanche loro. Il consiglio è di rivolgersi al Pd e soci, loro sanno bene come fare disastri: sono esperti.