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Ospedale Melfi, Uil Fpl: “Funziona a ranghi ridotti. Si intervenga subito”

Il segretario Verrastro chiede intervento dell'assessore regionale Franconi

Così come per gli altri presidi ospedalieri, anche quello di Melfi continua a lamentare forti criticità. Gli impegni presi dalla Direzione strategica di potenziare l’ospedale con nuovo personale, al momento sono rimasti sulla carta. Mancano medici, infermieri ed operatori socio sanitari per cui le denunce fatte in passato anche da questa sigla sindacale sono rimaste sostanzialmente inascoltate. La domanda quindi sorge spontanea: quale futuro aspetta l’Ospedale di Melfi? È bene che l’Assessore regionale Franconi, da oltre tre mesi anche alla guida della Giunta regionale, intervenga celermente. Non è possibile che un ospedale funzioni a ranghi ridotti.

Infatti, ad esempio, per il reparto di Ortopedia gli interventi vengono garantiti soltanto un giorno a settimana (il giovedì) con l’arrivo di medici ortopedici dal San Carlo di Potenza,mentre nel caso di eventuali urgenze i cittadini devono per forza trasferirsi per le cure necessarie a Potenza. La stessa analoga situazione per la rianimazione. Qui i medici rianimatori non sono presenti in pianta stabile, ma raggiungono l’Ospedale San Giovanni di Dio di Melfi appositamente da Potenza.

Inoltre, c’è da segnalare, ad oggi, che il Pronto Soccorso di Melfi fa affidamento su un personale sanitario ridotto all’osso. Qualcuno dovrà pur spiegare e rimediare in quanto, spesso, un solo medico è costretto a coprire un intero turno in Pronto Soccorso da solo; addirittura un solo autista (per di più non sempre presente) è a disposizione della struttura, non esiste un infermiere dedicato all’osservazione breve e intensiva (OBI).

Ci è stato segnalato inoltre che mancano le sedie per il trasporto dei pazienti, e la semplice carta per stampare anche una semplice dimissione o per fare un’ecografia. Infine, il Pronto Soccorso è privo di un addetto alla sicurezza ed il personale ospedaliero del Pronto Soccorso di Melfi  è costretto a lavorare in un clima di tensione con continue richieste di cambio dell’orario di lavoro per i lavoratori da parte del facente funzioni, con il costante invito ad andar via, se non si gradiscono e accettano gli orari e le condizioni di lavoro.

La Uil Fpl come ha spesso chiesto ritiene che qualcuno abbia l’obbligo di rispondere alle denunce e alle preoccupazioni dei cittadini e dei lavoratori e se necessario istituire un “audit clinico” per il clima di lavoro del PS di Melfi. Se queste, infatti, sono le condizioni in cui si opera presso il Pronto Soccorso di Melfi, non è difficile immaginare l’insufficienza delle prestazioni e delle cure offerte.

Ebbene, questo è quello che affligge il Pronto Soccorso di Melfi. Dalla pericolosa carenza del personale a quella degli “strumenti di lavoro” che ledono inesorabilmente il diritto alla cura di ciascun cittadino, ma anche la serenità lavorativa dei dipendenti.

Indubbia è la qualità e la professionalità del personale ospedaliero del comparto e della Dirigenza del Pronto Soccorso di Melfi e dell’intero nosocomio, tuttavia, diventa complicato garantire i servizi in queste condizioni emergenziali. I cittadini ed i lavoratori dell’Ospedale di Melfi , meritano da subito risposte concrete.

Giuseppe Verrastro, segretario regionale aggiunto Uil Fpl