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La doppiezza della Lega e il gioco cinico sulla pelle dei lucani

I leghisti fanno melina, urlano contro il voto a maggio ma in fondo è ciò che vogliono

Flavia Franconi, secondo alcuni, avrebbe forzato sulla nomina dei dirigenti nella Sanità per ingraziarsi i favori dei veneti e dei toscani in seno alla conferenza delle regioni per essere nominata all’Agenzia del farmaco.  Per queste ragioni la presidente della Basilica facente funzioni avrebbe avuto uno screzio con il suo “capo” Marcello Pittella. Screzio immediatamente rientrato per ragioni superiori.

Sembrerebbe che Franconi in questi ultimi mesi non abbia avuto altra preoccupazione che una poltrona di prestigio in sostituzione dell’assessorato alla Regione a fine legislatura. Sia Franconi sia Pittella hanno sempre avuto da guadagnarci personalmente dallo slittamento del voto alle calende greche. La prima aveva bisogno di tempo in attesa dell’agognata nonima all’Aifa, il secondo per ovvi motivi politici legati alla vicenda giudiziaria.

Per la verità dallo slittamento del voto a guadagnarci è anche il Centro destra, con la Lega in testa. Per due ragioni sovrapponibili. In Basilicata ancora si litiga sui nomi, alcuni esponenti del Centro destra neanche si parlano, il programma elettorale è ancora lettera morta. Insomma la compagine a trazione leghista è in alto mare. Sul fronte nazionale Salvini avrebbe tutto l’interesse ad accorpare le elezioni regionali con quelle europee convinto della forza elettorale sancita dai sondaggi. In Basilicata la Lega fa melina, urla contro il voto a maggio ma in fondo è ciò che vuole. O meglio, ci sarebbe una parte della Lega, quella di Antonio Cappiello, che contrasta il voto a maggio. Ci sarebbe l’altra parte, quella di Pasquale Pepe che invece da tempo, dicono voci sotterranee, stia tramando con il Pd di Pittella. Quella stessa parte di Lega che avrebbe “interferito” con i colleghi veneti per favorire la Franconi nella nomina all’Aifa.  Tuttavia, voci ben informate danno per certa la notizia che a guidare l’agenzia del farmaco sarà l’attuale assessore alla sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta, Pd.

Intanto, il Quotidiano di oggi, pubblica la notizia che secondo il Viminale l’accorpamento delle elezioni lucane con quelle europee sarebbe illegittimo. L’Ufficio di Gabinetto di Salvini avrebbe scritto al vice premier, in una nota interna, che “la scelta di rinviare il voto al 26 maggio non è in linea con la stessa normativa regionale citata da Franconi in premessa alla sua decisione”. Adesso vedremo se Salvini sta con Cappiello o con Pepe.

In tutta la vicenda di questi mesi rimane una certezza. Nessuno ha avuto la dignità e il coraggio di dimettersi. Il presidente Pittella indagato, arrestato, sospeso. La Giunta Regionale, indagata. I consiglieri regionali che hanno osteggiato le decisioni di Franconi, anziché dimettersi continuano ad abbaiare alla luna. E i lucani stanno a guardare.