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Matteo Salvini e la sceneggiata da regime che calpesta i diritti dei bambini

In un paese civile e democratico queste sceneggiate da Istituto Luce non dovrebbero essere consentite

Nel novembre del 2015 Salvini entrò in una scuola a Rozzano. Aveva in mano un presepe. Non era l’ora in cui le lezioni erano finite, no, era l’ora delle lezioni e di lunedì. Tutti i bambini nelle classi e lui con telecamere a seguito invase i corridoi, conquistò l’attenzione dei media. Fu una caduta di stile e non solo. In quei giorni montava la polemica sui canti di Natale vietati dal preside di quella scuola.

Ieri 12 novembre, a distanza di tre anni, il salto di “qualità”. Rai3 in prima serata inaugura un nuovo format televisivo: Alla Lavagna!

E già, alla lavagna ci va proprio lui per rispondere alle domande di bambini dai 9 ai 12 anni. Si fa per dire. Chi ha visto ieri la puntata non fa fatica a capire che si è trattato di una messa in scena in grande stile. Riprese, foto, domande, risposte tutto organizzato per uno scoop propagandistico in pieno stile regime. Fa l’educatore Salvini, e dice ai bambini che si può copiare, che si può dire qualche bugia, che si deve studiare il giusto ma non troppo. Si comporta come un narciso malevolo che vuole affabulare l’altro, i bambini, imponendo la sua falsa benevolenza. Fa l’educatore e spiega che cos’è il sovranismo, a che serve il ministero della famiglia e sputa falsità sul suo rapporto con il Sud. Lui, maestro dell’insulto e dell’odio, cultore delle stronzate e grande esperto di problemi inesistenti, mistificatore della realtà, fa l’educatore.

In un paese civile e democratico queste sceneggiate da Istituto Luce, non possono essere consentite.

I bambini vanno rispettati. I bambini non possono essere plagiati dalla “rozza materia della propaganda politica”.  Nessun politico deve mai mettere le mani nell’educazione. Né deve usare i bambini per farsi propaganda sui social network come ha fatto il segretario della Lega e ministro dell’Interno.

La politica, quella vera, ha sicuramente un ruolo anche “pedagogico” che si esercita con l’esempio, nella vita pubblica e privata, di chi la rappresenta nei partiti e nelle istituzioni.

Insultare i meridionali, seminare odio contro gli immigrati, distruggere esempi di solidarietà e integrazione, discriminare gli omosessuali, censire le persone per etnia, calpestare la giustizia, trattare il principio di legalità a proprio uso e consumo propagandistico, non sono un grande esempio.

Quel paternalismo di antica memoria esibito in televisione tra i bambini è quanto di più illegale si possa fare.

In ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l’interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità. Ieri Rai3 e Salvini hanno violato la convenzione sui diritti dell’infanzia. Qualcuno spieghi quale interesse dei bambini in quella trasmissione ha avuto la priorità. Quale interesse dei bambini che ieri hanno guardato quella messa in scena è stato salvaguardato.

Sembra che anche il ministro Toninelli, in una delle prossime puntate della trasmissione, si siederà davanti alla lavagna. Non lo faccia. Nessun politico dovrebbe farlo.