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Eolico a Matera, società Zefiro presenta nuovo progetto. “Giunta regionale metta fine a questo gioco”

Abiusi: "La prossima conferenza dei servizi convocata per il 12 novembre prossimo deve chiudere definitivamente la partita"

Nel 2013 la campagna di Matera corse il rischio di essere aggredita da quattro progetti di parchi eolici industriali che prevedevano l’istallazione di ben 45 pale, alla fine ne furono istallate 15. Quando fu la volta di Zefiro in località Matine, un parco eolico composto da 15 pale a ridosso della città,in prossimità del sito Unesco e dell’area Protetta SIC-ZPS, insorsero un po’ tutti: associazioni, cittadini, Comune di Matera, Soprintendenza ed Ente Parco.

Ci furono ricorsi alla giustizia amministrativa controla Regione Basilicata. Il Tar di Basilicata bacchettò pesantemente la Regione per il modo “approssimativo” di procedere tramite i funzionari addetti sia all’ufficio di compatibilità ambientale che all’ufficio energia e dichiarò nulla sia la delibera di Giunta, che permetteva l’installazione dell’impianto, sia il verbale della conferenza dei servizi che autorizzava la realizzazione dello stesso. La Regione fece ricorso al Consiglio di Stato ed anche da quelle parti ebbe una solenne bocciatura. La società Zefiro chiese alla Regione di pronunciarsi circa la validità del parere espresso dal CTRA- Comitato Tecnico Regionale per l’Ambiente- non annullato dalla magistratura; un modo di arrampicarsi sugli specchi perchè quel parere è un endoprocedimento del più generale procedimento di autorizzazione unica che era già stato annullato e quel CTRA ha tra l’altro un vizio di forma perchè non è stato sottoposto a procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale, obbligatoria, così come prescritto per tutti i progetti relativi ad interventi da realizzare all’interno o compresi nella fascia di 5 KM esterna al perimetro dell’area SIC e ZPS “Gravine di Matera” IT9220135 – Parco Regionale Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri.

Tutte le 15 pale sarebbero ricadute ad una distanza variabile dai 4 ai 4,5 chilometri dall’area protetta. La Regione non si è pronunciata e la società si è rivolta al Tar che ha nominato un commissario ad acta. Per avere un quadro chiaro il commissario ha chiesto lumi al giudice amministrativo circa l’applicabilità della legge regionale 2015 sul recepimento dei criteri per il corretto inserimento nel paesaggio e sul territorio degli impianti da fonti di energia rinnovabili ai sensi del D.M. 10/9/2010 ed ha ricevuto conferma di applicabilità della legge regionale.

A questo punto la partita è davvero chiusa ed il procedimento si deve chiudere perchè i sassi ed il parco delle chiese rupestri di Matera sono sito Unesco IT670 che coincide in parte con l’area SIC-ZPS sopra descritta ed hanno un buffer, distanza di rispetto, di 8000 metri. Le pale non si possono installare perchè la distanza dalle aree tutelate è di molto inferiore agli 8000 metri. A nulla serve presentare da parte della società Zefiro un ennesimo nuovo progetto che porta gli aerogeneratori da 15 ad 8 avendo cura di applicare una fascia di salvaguardia solo per Torre Spagnola che è un bene tutelato specificatamente.

La prossima conferenza dei servizi convocata per il 12 novembre prossimo deve chiudere definitivamente la partita anche perchè la Giunta regionale può esprimere un parere negativo che è politico attraverso una sua V.I.A. ed il progetto viene archiviato definitivamente. Il giudizio di compatibilità ambientale- V.I.A.-, relativo agli impianti assoggettati ad autorizzazione unica spetta sempre alla Giunta, così recita un’altra sentenza del Tar di Basilicata. Basta giocare con le pale eoliche , altrimenti Don Chisciotte si incavola per davvero!

Pio Abiusi Associazione Ambiente e Legalità