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Petrolio, permesso di ricerca Masseria La Rocca: “Regione Basilicata resta in silenzio”

No Triv scrivono all'assessore all'Ambiente: "Chiediamo un atto di coraggio"

Di seguito la lettera aperta che il Comitato No Triv Brindisi Montagna e il Coordinamento Regionale No Triv Basilicata hanno scritto all’assessore all’Ambiente della Regione Basilicata, e per conoscenza a tutti i consiglieri regionali, per sollecitare la formalizzazione da parte della Regione Basilicata, entro e non oltre il termine del 19 novembre prossimo, di un ricorso alla Corte Costituzionale ed alla Suprema Corte di Cassazione avverso la Sentenza n. 5471/2018 del Consiglio di Stato pubblicata il 20 settembre scorso che ha confermato l’annullamento della DGR n. 1528 del 29/12/2016 – con la quale la Regione Basilicata non ha rilasciato l’intesa sul conferimento del permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi denominato “Masseria La Rocca”.

Gentile Assessore,

facendo seguito alla “Lettera aperta” già inviata in data 13 ottobre u.s. rimasta sino ad oggi priva di riscontro, con la presente evidenziamo, ancora una volta, l’enorme preoccupazione avvertita ed espressa da parte della comunità di Brindisi Montagna – caratterizzata dalla concreta possibilità di realizzazione, nel brevissimo periodo, di nuove attività di ricerca di idrocarburi – rispetto ad una Regione che malauguratamente appare, ancora una volta in simili circostanze, sempre distante ed inerte, a fronte dell’impellenza dell’adozione di azioni in grado di intercettare con efficacia i bisogni e le richieste dei territori, a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini.

Nel caso di specie, inoltre, il silenzio della Regione Basilicata fa ancora più rumore se si tiene conto del fatto che il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 5471/2018 pubblicata in data 20/09/2018, nel confermare l’annullamento della DGR n. 1528 del 29/12/2016 – con la quale la Regione Basilicata non ha rilasciato l’intesa sul conferimento del permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi denominato “Masseria La Rocca” – ha rimesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la decisione sull’intesa (c.d. potere sostitutivo con procedura semplificata come se la Regione Basilicata fosse rimasta completamente inerte), riducendo così le prerogative costituzionali riconosciute in capo all’Ente regionale in materia energetica (competenza legislativa concorrente) ad un mero parere, alla stregua di qualsiasi altro organo amministrativo ordinario.

In un contesto di normale tutela dell’esercizio dell’azione politico/amministrativa di una Regione dovrebbe essere, pertanto, automatica la presentazione di un ricorso immediato alla Corte Costituzionale, in sede di conflitto di attribuzione tra poteri, per porre rimedio alla forte compromissione delle proprie potestà costituzionali operata da una pronuncia di un Organo di Giustizia Amministrativa.

Tuttavia, non possiamo non constatare, seppur con molta amarezza, che spesso la Regione Basilicata, al contrario, “sfugge” da ogni logica e responsabilità istituzionale, politica, amministrativa, di valorizzazione della propria piena funzione nell’ambito in questione.

Infatti, nonostante la presente controversia abbia un indubbio “tono costituzionale”, la Regione Basilicata non ha ancora formalizzato, sino ad oggi, alcun ricorso alla Corte Costituzionale quale unico ed esclusivo arbitro deputato a giudicare la violazione del principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni, al fine di richiedere il corretto esercizio di competenze condivise attraverso il meccanismo dell’atto d’intesa “in senso forte”.

E’ veramente avvilente, invero, che ancora una volta debbano essere i cittadini a sollecitare, con il classico “tirare per la giacchetta”, l’adozione di iniziative a garanzia di potestà che sono costituzionalmente proprie della Regione Basilicata, per giunta a difesa di un proprio atto che nel caso di specie è “squisitamente politico” (mancata intesa) in quanto fondato su finalità dirette a tutelare il territorio e la salute pubblica, sulla base anche della netta contrarietà ad ulteriori estrazioni petrolifere più volte manifestata da parte dei territori lucani.

Riteniamo, pertanto, assolutamente indispensabile che la Regione Basilicata faccia rispettare le proprie prerogative politico/costituzionali con l’attivazione immediata di tutte le procedure opportune e necessarie per impugnare la predetta Sentenza del Consiglio di Stato, entro e non oltre il termine di 60 gg. decorrenti dalla pubblicazione della medesima pronuncia (ovvero entro e non oltre il 19/11/2018), innanzi sia alla Corte Costituzionale, con la presentazione di un ricorso per il regolamento di competenza per la risoluzione del conflitto di attribuzione tra Stato e Regione, che alla Suprema Corte di Cassazione per motivi di giurisdizione (difetto di giurisdizione della Giustizia Amministrativa in tale ambito).

Tali determinazioni devono essere, infatti, preminentemente adottate e garantite in quanto la Regione Basilicata, quale ente esponenziale delle comunità territoriali, non può assolutamente esimersi dalla tutela dei territori, le cui ragioni attengono non a meri aspetti procedurali, bensì alla sostanza del bilanciamento dei poteri concorrenti nell’ambito dell’attuazione della Costituzione vigente.

Chiediamo, pertanto, a gran voce, un atto di coraggio che si traduca in un’assunzione piena e satisfattiva di responsabilità al riguardo!

Confidando in un Suo cortese e solerte riscontro, La salutiamo cordialmente.

Comitato No Triv Brindisi Montagna

Coordinamento Regionale No Triv Basilicata