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Il pre-fascismo di Salvini e il muro di contenimento di Di Maio

Il Pd e quello che resta del Centro destra attaccano violentemente ogni ora il M5S dimenticandosi spesso della Lega

“E’ un momento pre-fascista. Ci sono tutti gli elementi del pre-fascismo. Abbiamo al governo due partiti molto diversi tra loro, uno di questi ha un programma pre-fascista: allarme al Paese, razzismo, fiducia assoluta in uno Stato forte che risolverebbe tutti i problemi. Non è la situazione del 1922, ovvero della marcia su Roma, ma del 1919. Il Pd ha regalato su un piatto d’argento l’Italia a Salvini rifiutando l’alleanza con il M5S”.

Lo ha detto il sociologo Domenico De Masi ai microfoni di Radio Cusano Campus. E ha aggiunto: “I cittadini invocano quello che i mass media gli fanno invocare. L’opinione pubblica è totalmente condizionata dai media. I media sono monopolizzati da una quindicina di persone che hanno il potere immenso di intrattenere il Paese per ore. Il cittadino per smarcarsi da quelle notizie dovrebbe essere molto colto, ma noi abbiamo una percentuale di laureati simile a quella del Camerun”.

Approfitto di questo affondo di De Masi per andare oltre le sue dichiarazioni e trarne qualche conseguenza.

E’ vero. Siamo in una situazione pre-fascista simile a quella del 1919. E quindi? Vogliamo arrivare ad una situazione simile a quella del 1921-22? E poi a quella del 1925 con annessi e connessi? A osservare i partiti e i media sembra che il rischio ci sia tutto.

Se è vero, come molti osservatori hanno affermato, che il M5S ha avuto il merito di contenere in un quadro moderato e democratico la rabbia di milioni di cittadini, è anche vero che oggi lo stesso Movimento rappresenta un argine alla deriva leghista del Paese. E mi spiego.

I media attaccano indiscriminatamente sia la Lega sia il M5S perché, in fondo, attaccano il Governo. E questo è legittimo. Meno legittime alcune aggressioni televisive, che sembrano quasi organizzate, contro esponenti del M5S.

Il Pd e quello che resta del Centro destra attaccano violentemente ogni ora il M5S dimenticandosi spesso di Salvini.

Questo comportamento è molto rischioso. Salvini tende a crescere velocemente. E cresce per causa delle sue esternazioni quotidiane, della sua estetica politica, della sua comunicazione agli elettori che offre loro la sensazione di avere un rapporto diretto con il capo – il capitano – e la possibilità di poter concorrere alla creazione di una nuova Nazione. Non cresce per quello che fa, ma per quello che dice. Salvini non risolve i problemi ma li usa.

Ricordo che la Lega nasce in Padania, laddove nacque il fascismo e laddove i fascisti furono i primi a ribellarsi al patto di pacificazione proposto dal Governo Bonomi.

L’argine al salvinismo non lo si costruisce combattendo ogni giorno contro il “salvimaio” perché sparando contro Di Maio come se fosse una costola di Salvini o viceversa, aiuta la Lega a crescere e gli italiani a confondersi. Lega e M5S non sono una forza politica unitaria, né sono forze alleate.

L’argine ad una possibile deriva fascio-leghista lo si costruisce lottando contro la Lega e non contro il M5S. E’ evidente che il movimento di Di Maio è stato costretto a sottoscrivere un contratto di Governo con la Lega ed è altrettanto evidente che il M5S nel perimetro di quel contratto e nelle distanze politiche e culturali che lo separano dai leghisti oggi rappresenta un deterrente politico forte alle ipotetiche “cattive intenzioni” di Salvini. O no?

La sinistra che fa? Spara contro il nemico Salvini colpendo il muro di contenimento alla deriva fascio-leghista, e cioè il M5S. Più si insiste con le cannonate a quel muro più il M5S si indebolisce e rischia di finire fagocitato dalla Lega. In una situazione in cui la sinistra è lacerata, il Pd è ai minimi storici e l’Europa vive una crisi politica senza precedenti. E anche quando il M5S lancia segnali di maturità e di responsabilità tanto cari al Pd, alcuni esponenti democratici mettono il dito sulla piaga del “giravoltismo” e del “tradimento a danno degli elettori”, tanto per fare propaganda.

Le critiche, anche dure, alle scelte di Governo, ripeto sono legittime, anzi necessarie. Tuttavia, le critiche sono una cosa, le aggressioni politiche, le fake news e le trappole mediatiche sono altra cosa.

La domanda che pone il mio amico Pietro De Sarlo, in un suo interessante articolo, la rilancio con forza: È mai possibile che cotanta intellighenzia di sinistra non si renda conto che mentre Salvini ha una sponda e un’alternativa forte nella destra il M5S non ha nessuna alternativa e nessuna sponda a sinistra?

Tuttavia, il M5S ha ancora una sponda forte nel Paese, ma se questa sponda la si distrugge a colpi di cannonate mediatiche gli spazi di consenso della Lega si allargano.

Questa guerra senza quartiere contro il M5S ha già prodotto un calo dei consensi nell’area dei partiti di sinistra e un aumento pericoloso dei consensi alla Lega. Ottimo affare. Oggi la priorità è frenare la deriva fascio-leghista e immaginare nuovi percorsi democratici che, piaccia o no, hanno bisogno del M5S. Sempre che il 1919 ci abbia insegnato qualcosa.