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Covella (Venosa Pensa) : Bilancio assolutamente negativo di questi cinque anni di Giunta Gammone

"Cinque anni sprecati che avrebbero dovuto segnare il rilancio della città e invece ne hanno rappresentato l’ennesimo periodo buio"

La consiliatura è ormai alle battute finali, a maggio del 2019 è infatti prevista la scadenza naturale di questo esperienza amministrativa e si andrà a nuove elezioni. Sono trascorsi quasi 5 anni ed è ormai arrivato il tempo di riflessioni. Approfittiamo infatti di questo periodo in cui si è soliti fare il bilancio dell’annata che volge al termine per formulare i classici buoni propositi per l’anno che verrà. Buoni propositi che puntualmente siamo abituati a disattendere.

Ecco appunto. Possiamo partire col dire che questa amministrazione comunale nei suoi quasi 5 anni di esperienza ha avuto la capacità di eludere tutti i buoni propositi che aveva previsto nel programma presentato ai cittadini di Venosa. Di contro, stracciato quel programma, è stata molto attenta a cucirne uno del tutto nuovo costruito su misura per accontentare i grandi elettori che hanno sostenuto e permesso alla lista che fu UniamoVenosa di vincere le elezioni amministrative.

Dopo l’esperienza disastrosa della giunta di centro destra, esperienza terminata con il commissariamento di Venosa, si sarebbe dovuto avere il coraggio di programmare un serio e convinto rilancio della città oraziana. E’ mancato il coraggio, è mancato il programma, è mancata la volontà politica di cambiare le pessime pratiche politiche in vigore da decenni in questo comune. Clientelismo e provvedimenti ad personam hanno caratterizzato i quasi 5 anni di amministrazione comunale con provvedimenti eccezionali soprattutto in materia urbanistica per accontentare letteralmente amici e parenti. Varianti su varianti, hanno caratterizzato la gestione urbanistica della città. Un modo di distruggere il territorio mentre serviva ben altro approccio. Urbanistica creativa potremmo definirla che è arrivata finanche a riscrivere il concetto di interesse pubblico ampliandolo fino all’inverosimile pur di consentire ai grandi elettori di perseguire il proprio personalissimo interesse.

Non migliore sorte ha vissuto la Venosa della cultura e del turismo. Restano tutti in piedi i problemi ereditati dalle passate amministrazioni e continua il dramma di una città che non è in grado di eccellere per la sua spiccata vocazione turistica. Zona a traffico limitato nel centro storico, riqualificazione del centro storico, collegamenti culturali con Matera e con l’Università di Basilicata, promozione della cultura con aiuti e sostegno attivo da parte dell’amministrazione comunale. Tutte chimere come l’appuntamento di Matera 2019 che non ha neppure sfiorato la città di Venosa. Fino ad arrivare alla grande beffa (per non usare termini più coloriti) della mancata realizzazione del Capodanno Rai nella città oraziana. Una vera e propria presa in giro che lascia un solco profondo e dà il segno della credibilità e della considerazione che la maggioranza ha nei palazzi di via Verrastro.

In compenso, però, se pure non siamo stati in grado di attirare turisti, eventi di grande rilievo, eventi culturali, siamo stati capaci di attirare l’immondizia di mezza Italia. Proprio così. Tra impianto di compostaggio e impianto di biometano, la città di Venosa si candida a diventare Capitale della “monnezza” 2019. Un primato di grande importanza perché, se pure si distrugge l’immagine del nostro comune e se pure si mette a rischio la salute pubblica, alla fine qualche posto di lavoro da dare agli amici degli amici sempre esce.

Difficile condensare 5 anni di disastri in poche righe. Tantissime sarebbero ancora le cose da dire su quanto non fatto e su quanto fatto male in questi anni dalla Giunta Gammone: continue crisi di governo che hanno bloccato per mesi interi l’attività amministrativa, mancanza di trasparenza e di partecipazione dei cittadini, svuotamento dei poteri del consiglio comunale, aumento della pressione fiscale in maniera indiscriminata, smantellamento dei servizi a domanda individuale, gestione confusa dei fenomeni migratori, incapacità di opporsi alla deriva razzista di piccoli gruppi di cittadini e esponenti politici, assenza dai tavoli regionali e mancanza di peso politico a livello extraterritoriale. Come consigliere di opposizioni mi limito a sottolineare due questioni particolarmente importanti che gridano vendetta. La prima riguarda l’intervento che doveva servire a valorizzare “Boschetto San Felice” con la creazione di un parco giochi per bambini, un’area di sosta per i camper e un’area pic-nic e i fondi regionali andati perduti per incompetenza ed incapacità. Basta visitare la zona per rendersi conto del disastro di questa amministrazione. Soldi pubblici gettati al vento per realizzare niente. Un parco giochi chiuso dopo poche settimane perché non rispettava le più elementari norme di sicurezza, giochi distrutti, un’area picnic inesistente e un’area per la sosta dei camper fantasma.

La seconda questione riguarda invece i tanti finanziamenti pubblici persi per incompetenza e incapacità, ma anche per scelte discutibili della politica.

Insomma, 5 anni di promesse mancate che lasciano in eredità tante macerie. Anni che hanno visto la protesta delle mamme contro la tariffa unica per la mensa scolastica. Anni di aumenti indiscriminati della tassazione sui cittadini (TARI, IMU, Occupazione Suolo Pubblico, TASI, ecc….). Anni di bollette pazze e di spese discutibili soprattutto per il mancato ritorno di benefici per i cittadini. Anni in cui Venosa è apparsa una barca senza nocchiere con la politica assente dalle stanze di Palazzo Calvini e con i tecnici a decidere le sorti di questo Comune.

5 anni sprecati che avrebbero dovuto segnare il rilancio della città e invece ne hanno rappresentato l’ennesimo periodo buio (come peraltro sembrano confermare le ultime preoccupanti notizie apparse sulle pagine dei giornali e riguardanti alcune indagini in corso che vedrebbero coinvolti gli attuali amministratori e non solo).

Il futuro appare incerto, non ci resta che sperare per il bene di tutti noi che la politica torni a fare il suo dovere anche dalle nostre parti, ma la speranza va coltivata attraverso la partecipazione dei cittadini liberi alla vita politica. Noi ci siamo e cercheremo di fare la nostra parte.

 

Arturo Raffaele Covella

(consigliere comunale Venosa Pensa)