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Elezioni regionali, ricorso al Tar dell’Associazione nazionale consiglieri e assessori comunali

Controfirmato anche dal consigliere Gentilesca di Ruoti. Si chiede annullamento voto a maggio

Con R.G. 538/2018 è stato iscritto a ruolo presso il Tar di Basilicata dall’Avv. Luca Lorenzo per conto dell’Associazione Nazionale Consiglieri ed Assessori Comunali – A.N.C.A.C. e dell’Avv. Franco Gentilesca (Consigliere Comunale di Ruoti), il ricorso per l’annullamento con istanza di sospensione del Decreto del Vicepresidente della Giunta Regionale della Basilicata n. 260 del 20 Novembre 2018 con il quale sono state indette le elezioni per il giorno 26 Maggio 2019.

Riteniamo quest’atto illegittimo – affermano in una nota congiunta l’A.N.C.A.C e Gentilesca – in quanto tale atto posto in essere dalla Vicepresidente della Regione Basilicata Flavia Franconi è in palese violazione della Legge oltre a manifestare un chiaro eccesso di potere.

Il decreto impugnato -spiegano aoncora- è palesemente illegittimo in quanto si basa su una erronea valutazione del D.L. 98/2011 secondo cui a partire dal 2012 nell’anno in cui ricadono le consultazioni per il rinnovo del parlamento Europeo vengono accorpate in un “election day” tutte le consultazioni previste per il medesimo anno. Pur troppo questo non è il caso del rinnovo del Consiglio Regionale della Basilicata perché la normativa sopracitata è stata, appunto, male interpretata in quanto la stessa prevede la sua applicabilità solo, cita espressamente la norma in oggetto, “compatibilmente con quanto previsto dai rispettivi ordinamenti”. L’illogica interpretazione data dalla Vicepresidente della Regione Basilicata è pertanto in spregio del rispetto del termine perentorio entro il quale debbono essere indette le elezioni.

Infatti, giova ricordare, – proseguono A.N.C.A.C e Gentilesca – che tale norma, inoltre, non trova applicabilità in quanto il mandato del Consiglio Regionale è già scaduto nel corso di quest’anno e quindi non rientra nel caso dell’election day con il Parlamento Europeo in quanto per essere applicato il D.L. 98/2011 oltre alla compatibilità tra ordinamenti prevede che le elezioni debbano ricadere nello stesso anno ed è quindi evidente ancora una volta la forzatura voluta dalla Franconi. A supporto della nostra tesi vi è riscontro anche quanto fatto in altre regioni che vivono la nostra stessa situazione come in Abruzzo dove invece si è deciso di rispettare le regole ed andare al voto subito e comunque entro e non oltre i 60 giorni successivi alla scadenza del mandato elettorale.

Abbiamo richiesto questa sospensione poiché consideriamo che questa proroga illegittima possa provocare dei gravi pregiudizi all’interesse pubblico e di tutta la comunità Lucana in quanto, contrariamente a tutte le norme ed ai principi basilari posti a fondamento della nostra carta costituzionale nonché alle regole democratiche, ci verremmo a trovare in una situazione in cui degli organi scaduti, e quindi non legittimati dal voto popolare, continuerebbero ad operare per un tempo eccessivamente dilatato. Riteniamo che proprio alla luce di tutto ciò si sono gettate le basi per un precedente preoccupante che vede un organo di governo prorogare la propria durata in maniera del tutto autonoma per oltre sei mesi, di fatti autorizzandosi a compiere atti ordinari e straordinari senza aver ricevuto il giusto mandato popolare.

Proprio sulla base di tutto ciò-concludono Ancac e Gentilesca- nell’interesse dei tanti amministratori lucani nonché dei cittadini, abbiamo avanzato la nostra istanza con la richiesta di una sospensione cautelare del provvedimento di indizione delle elezioni nonché all’annullamento dello stesso chiedendo contestualmente al TAR di Basilicata la nomina di un Commissario ad Acta con il compito di provvedere alla rinnovazione del Decreto di indizione delle elezioni nella prima data utile.