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Regione Basilicata. Il bilancio certifica che siamo col sedere per terra

Ombre e dubbi sul governo delle risorse e sulla gestione del Consiglio Regionale

Il disegno di legge sulla “Terza variazione al bilancio di previsione pluriennale 2018/2020” è stato approvato a maggioranza (con 12 voti favorevoli di Pd, Psi, Ri, Pp e Pace del Gm, 3 voti contrari di M5s e Napoli e 1 astensione di Romaniello del Gm) nell’ultima seduta del Consiglio regionale di ieri 30 novembre.

E’ stato il Consiglio della resa dei conti tra i lucani e la maggioranza di governo a trazione Pd. Perché? È confermata la dipendenza del bilancio e quindi della Basilicata, dalle royalties petrolifere. Senza quei soldi non saremmo, come siamo, col sedere per terra, ma sotto terra.

E’ la prima amara constatazione della capacità di governo di chi ha guidato la Regione in questi 30 anni. Ancora più amara se consideriamo che con questo disegno di legge a rimetterci sono solo i lucani.

Aumenta l’addizionale regionale d’imposta sul consumo di gas, mentre si tagliano le risorse per istruzione e diritto allo studio, per le politiche sociali e i servizi sociali, per il trasporto, per le politiche giovanili, per lo sviluppo economico, per l’agricoltura.

Un affare per i lucani. Tranquilli, in compenso è stata aumentata la spesa per il personale, circa 9 milioni di euro, necessaria per le marachelle clientelari della maggioranza.

Insomma, il Consiglio regionale di ieri ha sancito una volta per tutte, speriamo l’ultima, una dolorosa verità: il bilancio della Regione Basilicata è un colabrodo dai contorni oscuri e a pagarne le conseguenze sono i cittadini. Un colabrodo magico con i buchi ben programmati. Le entrate a spese dei cittadini, le uscite a beneficio del Potere.

A parte l’ultima scena andata in onda ieri, questo Consiglio Regionale, ossia chi lo ha diretto in questi cinque anni, ha ancora molte risposte da dare sul fronte della trasparenza.

Siamo certi che tutte le leggi approvate in questa legislatura dal Consiglio regionale siano state supportate dal parere degli organismi tenuti a verificare la copertura finanziaria con le relative relazioni tecniche? E’ una domanda che abbiamo già formulato in un altro articolo alcuni mesi fa, nessuna risposta.

Nel DDL collegato alla legge di stabilità, approvato in Consiglio il 28 giugno scorso, i verbali della struttura di missione sono sempre stati acquisiti nella dovuta misura? Tutti gli emendamenti erano supportati dalla relazione tecnico-finanziaria? Sono stati rispettati lo Statuto, il Regolamento, e ogni altra norma a presidio del processo di formazione e approvazione delle leggi e, soprattutto, degli emendamenti? Sono state verificate, preventivamente, tutte le coperture di spesa?

E che dire della seduta del Consiglio del 17 novembre scorso? Le spese per gli stipendi del personale interno alla Regione sarebbero state previste in variazione di bilancio. Eppure quelle spese dovrebbero essere garantite in sede di previsione e non di variazione. Era forse sbagliato il previsionale 2018-2020?

E che dire della trasparenza utilizzata per la riconferma del contratto con Luigi Scaglione, scaduto il 17 novembre e prorogato con “artifici” normativi su cui sarebbe meglio metterci l’occhio? Per carità, nulla di illecito, ma una verifica da parte delle autorità competenti toglierebbe ogni dubbio a chi vocifera che qualcosa pare non quadri.

E che dire dello scorrimento delle graduatorie da dirigente? Su questa vicenda c’è una puntualissima interrogazione del Consigliere Gianni Perrino, protocollata l’11 giugno 2018, alla quale pare non ci sia stata alcuna risposta. Quell’interrogazione può essere utile a chi, sempre tra le autorità competenti, volesse vederci chiaro.