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Commercio, Confesercenti: “Positivo ripristino indennizzo per cessata attività”

Una vittoria importante per le imprese

Dopo due anni di battaglie, la Legge di Bilancio ha finalmente ripristinato l’indennizzo per la cessazione delle attività commerciali, una misura di ‘pensionamento anticipato’ per gli imprenditori del commercio, meglio nota come rottamazione delle licenze. Una vittoria importante per le imprese che, nonostante la sospensione dell’indennizzo dal 2016, hanno continuato per tutto il tempo a finanziare il Fondo necessario.

Così Confesercenti commenta la reintroduzione dell’indennizzo cessazione definitivo delle attività commerciali, stabilita dall’art. 1 comma 283 della Legge di Bilancio 2019 a decorrere dal 1° gennaio scorso, erogato fino alla pensione agli operatori del commercio in possesso dei requisiti anagrafici (62 anni per gli uomini, 57 per le donne) e che al momento della cessazione dell’attività siano stati iscritti per almeno cinque anni alla Gestione Commercianti INPS.

Confesercenti Potenza evidenzia che in provincia di Potenza solo tra il secondo e terzo trimestre 2018 gli esercizi commerciali che hanno cessato l’attività sono stati 193 di cui 141 di commercio al dettaglio. E’ da anni – commenta Giorgio Lamorgese, presidente Confesercenti Potenza – che la media di pmi dei comparti commercio e servizi che decidono di abbassare la saracinesca è tra le 350-400 unità solo in parte “compensate” da nuove iscrizioni alla Camera di Commercio.

Il ripristino della misura – aggiunge – è un atto a sostegno dell’equità sociale, una forma di welfare autofinanziata dai commercianti per i lavoratori indipendenti del commercio: è infatti destinata a tutti coloro che esercitano, in qualità di titolari o collaboratori, l’attività commerciale al minuto in sede fissa o ambulante, ai gestori di bar e ristoranti e agli agenti e rappresentanti di commercio. Una ‘quota 100’ che non costa nulla allo Stato e che permetterà ai commercianti che hanno chiuso ad un passo dalla pensione di non rimanere ‘esodati’ dalla crisi.

Tra le altre misure attese dai commercianti Confesercenti elenca: Le Camere di commercio possono procedere all’assunzione di nuovo personale, nel limite della spesa corrispondente alle cessazioni dell’anno precedente.

Misure per la crescita, politiche fiscali e tutela del risparmio 

Nuova Sabatini: Sotto il profilo degli interventi a sostegno delle imprese, si segnala, in primo luogo, la previsione di un rifinanziamento di 48 milioni di euro per il 2019, di 96 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020-2023 e di 48 milioni di euro per il 2024 della cd. Nuova Sabatini, misura di sostegno volta alla concessione – alle micro, piccole e medie imprese – di finanziamenti agevolati per investimenti in nuovi macchinari, impianti e attrezzature, compresi i cd. investimenti in beni strumentali “Industria 4.0” e di un correlato contributo statale in conto impianti rapportato agli interessi calcolati sui predetti finanziamenti.

Regime forfettario: Si estende il regime forfettario, con imposta sostitutiva unica al 15 per cento, ai contribuenti con ricavi o compensi fino a un massimo di 65.000 euro, semplificandone le condizioni di accesso (commi 5-6); nel corso dell’esame alla Camera si è stabilito di escludere dal regime forfettario “esteso” chi esercita la propria attività nei confronti dei datori con i quali siano in essere rapporti di lavoro, o lo siano stati nei due precedenti periodi d’imposta. La modifica appare intesa ad evitare un incentivo indiretto alla trasformazione di rapporti di lavoro dipendente in altre forme contrattuali. Si introduce, inoltre, un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP, con aliquota al 20 per cento, per gli imprenditori individuali ed i lavoratori autonomi con ricavi fino a 100.000 euro; nel corso dell’esame alla Camera è stata inserita una modifica analoga a quella apportata al regime forfetario (commi 5- 6), volta ad eliminare surrettizie forme contrattuali di collaborazione agevolata, in luogo di rapporti di lavoro subordinato, solo al fine di godere della tassazione agevolata.

Non possono applicare l’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari di cui all’articolo 5 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.

Cedolare secca a fini commerciali: Si estende la cedolare secca ai contratti di locazione relativi a locali commerciali fino a 600 mq di superficie.

Confesercenti Potenza