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Salvatore Margiotta e la lacrima sul viso

Il senatore lucano del Pd è preoccupato della norma che innalza la soglia degli affidamenti diretti degli appalti pubblici fino a 150 mila euro

Salvatore Margiotta, senatore lucano del Pd fa la morale al M5S sulla norma che innalza la soglia degli affidamenti diretti degli appalti pubblici fino a 150 mila euro. Si dice molto preoccupato di questa “misura sbagliata e pericolosa che non garantisce legalità e trasparenza e che potrebbe favorire la criminalità e i funzionari corrotti.” Che tenerezza! Immaginiamo lacrime sul viso.

Nessuno sarebbe danneggiato da una misura del genere se i sindaci e i funzionari si comportassero correttamente. Ed è certo che gli amministratori e i funzionari onesti sono la stragrande maggioranza.

I funzionari corrotti c’erano anche quando la soglia era di 40mila euro e si facevano le gare spezzatino e a singhiozzo per favorire Tizio e Caio. I funzionari e i sindaci corrotti e cattivi imprenditori esistono a prescindere dalla soglia degli affidamenti. Dovrebbe saperlo bene il senatore Margiotta.

Ed esistono anche grazie al fatto che in passato, il suo passato, nessuno ha mai varato una norma anticorruzione degna di un paese civile.

Esistono anche grazie al fatto che fino ad oggi la politica, quella del suo partito e di molti suoi compagni, ha spesso messo le mani negli appalti, quelli da milioni di euro.

Lascia perplessi la semplicità con cui politici di lungo corso che hanno attraversato ogni fortuna negli affidamenti di studi e progettazione di lavori milionari, tutti legali per carità, fanno la morale a chi oggi prova a velocizzare qualche procedura almeno nei piccoli lavori e nelle piccole forniture di servizi.

Margiotta fa la morale. Lui che nell’autunno del 2014 è primatista alla sontuosa cena di finanziamento del renzismo, all’Eur di Roma, quella cui andò anche Salvatore Buzzi, il dirigente delle coop rosse poi arrestato per Mafia Capitale. E chi poteva immaginarlo che quel signore sarebbe stato arrestato e condannato? Come vede, senatore, la corruzione e la criminalità si annidano spesso dove gli occhi non vedono.

Al tavolo di Margiotta erano seduti tra gli altri Edoardo Rossi di Gcf (armamenti ferroviari), Marcel Patrignani (amministratore per l’Italia della multinazionale francese Altran), Marco Lombardi di Proger (ingegneria), Gianpaolo Venturi (cooperative, settore costruzioni).

Con cotante prestigiose frequentazioni il senatore dovrebbe conoscere bene certi meccanismi che possono danneggiare gli imprenditori onesti come quelli seduti al suo tavolo. Dovrebbe conoscere bene i meccanismi che possono danneggiare aziende, di cui è stato anche amministratore, come la Proger che si è aggiudicata appalti in val d’Agri e altrove in Basilicata. Dovrebbe saperlo che senza l’onestà e la trasparenza di amministratori fedeli alla legge mai avrebbe potuto ottenere affidamenti milionari attraverso le sue società e quelle partner.

Dunque la corruzione esiste per causa di amministratori e  funzionari pubblici  disonesti e non per causa della soglia per gli affidamenti diretti.

Farebbe bene il senatore Margiotta a preoccuparsi di ben altre soglie di appalti succulenti, da milioni di euro, le cui procedure sono nelle mani di faccendieri travestiti da colletti bianchi. E’ lì che la corruzione si annida e si maschera da procedure legali. Si fidi senatore, è proprio lì.