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Speranza (Art. Uno-Mdp): “Matera 2019 canto di riscatto e rinascita che riguarda non solo la Basilicata, ma tutto il Sud”

Gli auguri del deputato lucano alla Capitale Europea della Cultura

Dal 19 gennaio 2019 Matera sarà Capitale europea della Cultura. È un evento straordinario, che credo meriti una riflessione capace di andare ben oltre i confini del legittimo orgoglio di chi è figlio di quel pezzo di Sud. Negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra, Matera fu considerata una vera e propria “vergogna nazionale”.

Le pagine del “Cristo si è fermato ad Eboli” di Carlo Levi offrirono una dimensione non più solo locale alle drammatiche condizioni di vita in cui versava una parte del nostro Paese. Fa effetto rileggere oggi quelle parole che sembrano collocate in un tempo molto più lontano:
Dentro quei buchi neri dalle pareti di terra vedevo i letti, le misere suppellettili, i cenci stesi. Sul pavimento erano sdraiati i cani, le pecore, le capre, i maiali. Ogni famiglia ha in genere una sola di quelle grotte per abitazione e ci dormono tutti insieme, uomini, donne, bambini, bestie. Di bambini ce n’era un’infinità. nudi o coperti di stracci. Ho visto dei bambini seduti sull’uscio delle case, nella sporcizia, al sole che scottava, con gli occhi semichiusi e le palpebre rosse e gonfie. Era il tracoma. Sapevo che ce n’era quaggiù: ma vederlo così nel sudiciume e nella miseria è un’altra cosa.”

Parole dure come pietre, da leggere e rileggere per capire la nostra storia, chi siamo e da dove veniamo. La storia non si cancella. E della storia non ci si vergogna. E’ una lezione continua che serve a costruire il futuro. Le parole di Levi offrono una fotografia realista degli anni della ricostruzione e delle enormi contraddizioni della stagione di passaggio verso la modernità della civiltà contadina nel Mezzogiorno. Proprio queste parole stimolarono le forze politiche di allora a farsi carico della vicenda Matera come simbolo della questione meridionale.

Oggi questi “Sassi”, da vergogna sono diventati lustro per tutto il Paese. Patrimonio dell’Unesco già dal 1993, e ora Capitale Europea della Cultura, un traguardo ambizioso e impensabile solo pochi decenni fa. È un messaggio potente e meraviglioso. È un canto di riscatto e di rinascita che riguarda non solo la Basilicata, ma tutto il Sud Italia e tutti i Sud del mondo. È l’idea che il destino non è già scritto e che il futuro di una comunità dipende sempre dalla visione e dall’impegno degli uomini che la vivono. Auguri Matera.

Roberto Speranza, Camera dei Deputati Art. Uno-Mdp