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Premier Conte a Potenza, Cgil critica la scelta di incontrare solo i sindaci

Il segretario Summa: "Come Renzi sceglie di parlare con una sola parte sociale"

Come Renzi, il premier Giuseppe Conte arriva in Basilicata e sceglie i sui interlocutori, dimenticando i lucani. Come Renzi nel 2015 scelse di andare alla FCA di Melfi, riconoscendo un diritto di prelazione all’industria ma non ai lucani, a distanza di quattro anni, e con un nuovo governo, ci ritroviamo di fronte alla medesima fotografia. Il premier Conte sceglie di incontrare i soli sindaci dei 131 Comuni per illustrare gli investimenti stanziati per la Basilicata e le modalità di accedervi. Una scelta che dimostra poco rispetto per le istituzioni nel loro complesso, per le parti sociali e più in generale per i lucani.

Dopo aver completamente trascurato nella legge di stabilità e nelle misure varate fino a oggi risposte strutturali e di sistema per lo sviluppo del Paese e per il futuro del lavoro, e dimenticato politiche sociali, fiscali e previdenziali tralasciando completamente il Mezzogiorno – dichiara Summa – non si comprende fino in fondo di quali investimenti venga a parlare il premier nè è dato saperlo, visto che gli interlocutori sono stati individuati escludendo le parti sociali.

Negli anni della crisi il Mezzogiorno più di altri territori ha sofferto la riduzione del lavoro e dei diritti, l’aumento delle disuguaglianze. L’introduzione del reddito di cittadinanza, che assume i contorni di una concessione paternalistica per i soli poveri che dimostrano di meritarla, non è di per sé sufficiente a colmare i grandi divari che attraversano il nostro Paese.

In Basilicata non abbiamo bisogno di visite di propaganda ma di interventi reali e non ventilati per lo sviluppo di questo territorio. Noi lucani abbiamo una ragione in più per manifestare a Roma il 9 febbraio e far sentire le nostre istanze per il paese, per il Mezzogiorno, per il lavoro.

Angelo Summa Segretario generale Cgil Basilicata